Il segretario generale dell’Onu ha espresso al nostro premier “apprezzamento per gli sforzi dell’Italia nell’affrontare la crisi degli immigrati nel mar Mediterraneo”. Obama: “Il problema dei rifugiati è il risultato di conflitti tribali e differenze religiose in Libia”

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Ban Ki-moon e Matteo Renzi hanno avuto un colloquio telefonico, dove il segretario generale dell’Onu ha espresso al nostro premier “apprezzamento per gli sforzi dell’Italia nell’affrontare la crisi degli immigrati nel Mar Mediterraneo”. L’Onu era stata chiamata in causa dall’Italia solo pochi giorni fa per avere un mandato internazionale per poter intervenire contro gli scafisti. “La comunità internazionale deve condividere la responsabilità di assicurare protezione per gli immigrati e i rifugiati che attraversano il Mediterraneo”, hanno affermato. Ban Ki-moon ha poi sottolineato la necessità di mettere in campo un “efficace meccanismo di salvataggio in mare”, oltre a portare avanti la continua lotta ai trafficanti di esseri umani.

L’obiettivo, come dice anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, è quello di arrivare a un’operazione contro i trafficanti di esseri umani, per distruggere i barconi ancora in porto, prima ancora della loro partenza. “Noi da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con Onu e Ue per avere, in un quadro di legalità internazionale, l’autorizzazione a questo intervento”, ha detto Alfano. “Se andassimo lì con le nostre navi senza autorizzazione internazionale sarebbe la dichiarazione di un atto di guerra”, ha aggiunto.

“Il problema dei rifugiati è il risultato di conflitti tribali e differenze religiose in Libia, che stanno creando il caos”. A dirlo il presidente americano Barack Obama rispondendo sulla tragedia del barcone di immigrati ribaltatosi nel Mediterraneo e che ha causato la morte di centinaia e centinaia di persone. Il presidente Usa ha poi sottolineato come molte delle vittime del disastro arrivano da varie parti dell’Africa e del Medio Oriente e fuggono da guerre, povertà e persecuzione.

“Abbiamo dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani, perché sono un sistema spietato, gente che farebbe qualunque cosa per denaro, in certi casi meglio organizzata di alcuni Paesi della regione”. E’ quanto ha sottolineato invece Dimitris Avramopoulos, commissario Ue all’immigrazione, secondo lui la soluzione è “prendere ispirazione da esperienze come Atalanta”, la missione navale antipirateria nel Mar Rosso.