Gli esperti hanno specificato che l’eiaculazione precoce, che si manifesta fin dall’adolescenza, può essere superata con dei farmaci. Ma un’equipe dell’Università di Palermo ha trovato un’alternativa grazie alla psicoterapia portando il tempo dell’eiaculazione da 74,3 secondi a 600

eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è il disturbo più diffuso in camera da letto. In Italia affligge infatti 5 milioni di maschi italiani, circa il 17%, rispetto ai 3 milioni che soffrono di disfunzione erettile, quasi il 13%. Lo confermano gli esperti della Siu, la società italiana di Urologia, che hanno presentato la ricerca a Madrid, dove si sono riuniti oltre 10 mila urologi da tutto il mondo per mettere a confronto l’efficacia delle strategie terapeutiche disponibili per far durare di più i maschietti nelle prestazioni sessuali.

Gli esperti hanno specificato che l’eiaculazione precoce nelle maggior parte dei casi è di tipo primario, una patologia cronica che si manifesta fin dall’adolescenza che non dipende dunque da ansia o stress, e può essere superata con dei farmaci. L’equipe dell’Università di Palermo, guidata dall’urologo Carlo Pavone, ha però trovato anche una via alternativa grazie alla psicoterapia. Lo studio ha seguito 150 uomini di età compresa tra 18 e 70 anni per circa 20 settimane, assegnati alla sola psicoterapia, alla psicoterapia e alla terapia farmacologica insieme o ai soli farmaci. È risultato che nel caso della terapia con soli farmaci il tempo di eiaculazione è passato da 79,75 a 203 secondi, mentre con la sola psicoterapia da 75 a 323. L’unione delle due ha portato invece al tempo di eiaculazione da 74,3 a 600.