La Corte d’Assise del Cairo ha inflitto l’ergastolo a ben 230 attivisti laici per le violenze commesse nel 2011 durante le manifestazioni anti Mubarak. Dieci anni di carcere anche per 39 minorenni

Egitto: condanna senza precedenti contro attivisti laici

Nel 2011 i manifestanti della Primavera araba avevano portato alla caduta del governo di Hosni Mubarak. Oggi la vendetta. La Corte d’Assise del Cairo avrebbe inflitto ben 230 condanne all’ergastolo per violenze commesse dai manifestanti anti Mubarak alla fine del 2011 nei pressi del Consiglio dei ministri egiziano.

I condannati, che dovranno inoltre pagare una multa da 17 milioni di sterline egiziane, circa 1,95 milioni di euro, avevano anche dato alle fiamme un centro scientifico vicino al palazzo del governo, distruggendo manoscritti e libri preziosi, tra cui la Description de l’Egypte fatta dagli archeologi napoleonici. Le accuse sono: detenzione di armi bianche, e molotov, attacco a militari e poliziotti, incendio di un edificio e assalto a sedi governative, tra cui il Consiglio dei ministri e l’assemblea del popolo. Tra i processati Ahmed Douma, il noto attivista laico che si era battuto contro Mubarak. Douma, oggi 29enne, e nel 2011 portavoce della Coalizione dei giovani della rivoluzione, si trova già in carcere da dicembre per una doppia condanna: oltraggio alla Corte e violazione della legge che in Egitto limita il diritto di manifestare. Condannati a dieci anni di carcere, nello stesso processo, anche 39 minori.

Il sito del giornale Al-Ahram ha voluto ricordare che l’ergastolo, per il codice penale egiziano, consiste in 25 anni di reclusione. Simili sentenze di massa erano state inflitte finora solo ad esponenti dei Fratelli Musulmani, movimento dichiarato terrorista e messo fuori legge dal nuovo regime militare di al Sisi.