Il GSK, il vaccino sperimentale prodotto in Italia, arriverà in Liberia nella giornata di oggi e verrà somministrato sulle persone a rischio nelle prossime settimane

vaccino contro ebola

L’allarme ebola non si può ancora definire del tutto cancellato, anche se fortunatamente si stanno avendo degli ottimi risultati nella lotta all’epidemia e i casi in Africa occidentale sarebbero in netto rallentamento. A dimostrazione di ciò in Sierra Leone, il presidente, ha revocato le misure di sicurezza e la quarantena in vigore dall’estate scorsa. Casi di contagio sono in calo anche in Liberia e Guinea, i due paesi africani più colpiti dal violento virus. A confermarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “La situazione in cui ci troviamo oggi è molto chiara: faccio un esempio: è come se avessimo avuto due cobra nel nostro letto, per questo non volevamo andare a dormire e lasciavamo sempre le luci accese. Ora uno di questi serpenti è morto, noi lasciamo le luci soffuse e andiamo a dormire un pochino più tranquilli. La situazione è migliorata ma il virus è ancora pericoloso”, ha affermato un responsabile dell’Oms.

Alcuni dati rivelano che ad oggi, in Africa, ci sono stati oltre 21 mila e 700 casi di infezione, e oltre 8.600 sono i morti accertati. Numeri troppo alti per poter abbassare la guardia. Così ormai da tempo si cerca in tutti i modi di sperimentare farmaci per sconfiggere l’epidemia per sempre. Un importante contributo potrebbe darlo il vaccino GSK, già in partenza verso l’ Africa occidentale e che dovrebbe arrivare il Liberia entro fine giornata. Questo farmaco, prodotto in Italia, sarà somministrato sulle persone a rischio nelle prossime settimane. Lo ha annunciato la casa farmaceutica specificando che la spedizione contiene 300 fiale che saranno impiegate nel primo studio di efficacia su larga scala nei prossimi giorni. Il GSK è stato sperimentato su 200 soggetti non contagiati dall’ebola, in Europa, Stati Uniti e Mali, e in tutti i test provati sino ad ora è risultato più che sicuro. Ora si deve verificare se sia in grado di proteggere il personale medico e contrastare la malattia. Il vaccino candidato sfrutta un virus del raffreddore dello scimpanzé (chimpanzee adenovirus type 3) come vettore di materiale genetico non infettivo, proveniente dal ceppo Zaire del virus Ebola, responsabile dell’attuale epidemia in Africa occidentale. La sperimentazione sarà condotta nei giorni a venire su 30 mila persone, di cui solo un terzo riceverà il vaccino sperimentale sviluppato da GSK. Agli altri invece verrà somministrato un semplice vaccino di routine, come per esempio quello contro il morbillo. Poi verrà monitorato il campione preso in esame in modo da verificare se la risposta immunitaria che è stata rilevata durante le sperimentazioni precedenti possa tradursi in una significativa protezione contro il virus.