Tutto è riportato in alcuni documenti ed e-mail interne dell’Oms che informano di un ritardo di allarme epidemia di ben due mesi, un ritardo che ha contribuito quindi a non intervenire tempestivamente nei Paesi coinvolti perchè poteva essere un “atto ostile” per l’economia. Disaccordo di Michael Osterholm: “è come dire che non vuoi chiamare i vigili del fuoco perchè temi che gli autocarri possano creare disturbo”

allarme ebola

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità rivelò l’esplosione del virus ebola circa un anno fa, ma era a conoscenza dell’imminente disastro, che già ha costato la vita a 10.000 persone, ben due mesi prima. Ha annunciato in ritardo l’arrivo dell’epidemia nell’Africa occidentale temendo di danneggiare l’economia. È quanto riportano nei documenti e nelle e-mail interne ottenute dall’Associated Press. Dal canto suo l’Oms riconosce di non essere stata tempestiva attribuendo la responsabilità del ritardo a diversi fattori, tra i quali la mancanza di risorse e di intelligenze sul campo necessarie a far fronte alle caratteristiche sorprendenti dell’Ebola, la peggiore epidemia mai verificatasi con un numero di morti elevatissimo.

Dai dati risulta che i dirigenti dell’Oms avrebbero dovuto dichiarare un’emergenza sanitaria per quanto riguarda la diffusione dell’epidemia ai primi di giugno, quindi due mesi prima della dichiarazione ufficiale, ovvero l’8 agosto. Ma i manager dell’Oms hanno scoraggiato l’idea dell’annuncio, affermando che poteva essere un “atto ostile” per le economie dei paesi coinvolti, che avrebbe potuto interferire coi loro interessi minerari e provocare limitazioni nel tradizionale pellegrinaggio di ottobre dei musulmani alla Mecca.

I lavoratori stranieri furono evacuati, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità non aveva ancora lanciato l’allarme, ma alcuni luminari impegnati sul fronte delle epidemia avevano già avvertito della possibile epidemia in Africa occidentale da un momento all’altro.

Dichiarare un’emergenza per la dottoressa Sylvie Briand, direttrice del dipartimento malattie pandemiche ed epidemiche, sarebbe stata “un’ultima spiaggia”. “Può essere più efficace usare altri mezzi diplomatici per ora”, aveva aggiunto. E l’emergenza fu nascosta ancora per settimane, dopo che l’Oms era stata avvisata di episodi di Ebola prossimi a manifestarsi in Mali, Costa d’Avorio e Guinea Bissau. Ma la direttrice generale Margaret Chan continuò a dire che sarebbe stato “un atto ostile”. In disaccordo Michael Osterholm, esperto di malattie infettive dell’Università del Minnesota che venuto a conoscenza dei documenti ha detto: “È come dire che non vuoi chiamare i vigili del fuoco perché temi che gli autocarri possano creare disturbo”.