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Un medico siciliano di Emergency aveva contratto l’ebola in Sierra Leone ed era stato trasportato ieri all’istituto Spallanzani di Roma. I medici dell’Istituto nazionale per le malattie infettive assicurano che il paziente ha superato bene la prima giornata di cure con il trattamento sperimentale, e sta già meglio nonostante lo stato febbrile. “È autonomo, cammina ed è psicologicamente forte. Sta rispondendo bene alla terapia e non presenta nuovi sintomi né segni emorragici”, ha detto il direttore scientifico Giuseppe Ippolito. Per curare il medico, l’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato in via eccezionale 6 farmaci sperimentali per contrastare il virus, di cui fa parte lo ZMapp. Questo siero era stato già somministrato a 7 affetti , di cui 5 guariti, ed è stato quindi dichiarato ufficialmente efficace nella lotta contro l’ebola. L’Oms considera però migliore la terapia con plasma o sangue di persone guarite che hanno già in circolo gli anticorpi contro il virus. Intanto l’equipe medica, composta da trenta persone, controlla la funzionalità cardiaca, epatica e renale del paziente per capire se possa avere degli effetti avversi al trattamento. Ippolito infine, tranquillizza tutti dicendo che il medico di Emergency non rappresenta un rischio maggiore per la comunità: “il mio team segue rigide procedure di sicurezza e si occupa esclusivamente del paziente affetto per ridurre l’impatto psicologico relativo a questo compito”, ha detto.