Pasquale Barra è morto in carcere. Era il braccio destro di Raffaele Cutolo e considerato uno dei killer più spietati della Nuova Camorra Organizzata, soprannominato ‘o animale’ e ‘boia delle carceri’

Pasquale Barra

Era considerato il braccio destro del camorrista Raffaele Cutolo, da cui poi si è dissociato, e stava scontando l’ergastolo, ma Pasquale Barra, 72 anni, originario di Ottaviano, a Napoli, è morto ieri nel carcere di Ferrara. Sulla sua morte, sono in corso, in queste ore, accertamenti da parte della Procura ferrarese, ma risulta che aveva problemi cardiaci e alcune settimane fa era stato ricoverato in ospedale . Uno dei killer più spietati della Nuova Camorra Organizzata, fu soprannominato ‘o animale’ per la spietatezza con cui accoltellò Francis Turatello e con cui si accanì sul suo cadavere. Infatti inflisse a Turatello ben 40 coltellate nell’agosto del 1981 e dopo sventrò il suo cadavere tirando fuori cuore e viscere. Un episodio terrificante che fu raccontato dal giornalista Giuseppe Marrazzo nel libro “Il Camorrista- Vita segreta di don Raffaele Cutolo” e ripreso nel film di Giuseppe Tornatore “Il Camorrista”. Si aggiudicò anche il temibile soprannome di ‘boia delle carceri’ perché commissionava omicidi da dietro le sbarre. Nel 1983 iniziò a collaborare con la giustizia, informando gli inquirenti sulle varie strategie criminali della Nuova Camorra, e dei loschi affari del clan che aveva avuto anche rapporti con le Brigate Rosse nel corso del sequestro Cirillo. Nello stesso anno fu decimata la Nuova Camorra con un maxiblitz. In manette 850 presunti affiliati, compresi numerosi insospettabili.

Barra fu anche il principale accusatore del noto giornalista e presentatore televisivo Enzo Tortora, che finì in carcere nonostante la sua innocenza. Tortora fu assolto completamente solo qualche anno dopo. Era stato accusato da Barra di essere un affiliato alla Nuova Camorra Organizzata e responsabile del traffico di droga. Accuse che poi lo stesso Barra si rifiutò di confermare sia al processo di primo grado che in quello d’appello, e che poi si rivelarono infondate.