Albert Maysle

È morto all’età di 88 anni, a New York, il regista e produttore americano Albert Maysles, uno dei pionieri del documentario. Maysles, nato a Boston nel 1926, è diventato famoso negli anni Settanta grazie al film Gimme Shelter sui Rolling Stones e poi ha confermato il suo successo col primo film sugli ospedali psichiatrici nell’ex Unione Sovietica nel 1955.

Maysles, che a luglio ricevette la Medaglia Nazionale per le Arti dal presidente Usa Barack Obama, era un grande stimatore del cinema verità, perché, come lui stesso aveva dichiarato, quello che un documentario può fare magnificamente è di insegnarci che cosa è il mondo vero. “Se non c’è la verità non c’è vera conoscenza”, aveva aggiunto.

Il suo più famoso documentario fu senza alcun dubbio Gimme Shelter, che includeva anche fotogrammi di un fan accoltellato dei Rolling Stones a un concerto della band in California. Ne scaturirono continue polemiche che lo accusarono di aver strumentalizzato un atto di violenza. E lo stesso avvenne 5 anni dopo quando realizzò un altro capolavoro, anche se molto criticato, “Grey Gardens”, un ritratto delle cugine di Jacqueline Kennedy, Edith Bouvier e la figlia Edith Bouvier Beale, che vivevano nello squallore in una villa decrepita degli Hamptons. Del film, che catturò l’attenzione di pubblico e critica per decenni , fu fatto un remake nel 2009 con Jessica Lange e Drew Barrymore, che ha vinto sei Emmy tra cui uno per il miglior film per la televisione.

Oltre Gimme Shelter e Grey Gardens, a rendere celebre Albert Maysles furono oltre 30 documentari tra cui “Salesman” sui venditori di Bibbie porta a porta nel Sud, “Primary” sulla campagna di JFK nel 1960, “What’s Happening! The Beatles in the USA”, e il recente “Iris”, del 2014, che dedicò all’icona della moda ed esperta in design Iris Apfel. L’ultimo film, “In Transit”, uscirà invece il prossimo mese al Tribeca Film Festival.

Il documentarista non intervistava mai i soggetti dei suoi film e lo aveva spiegato in un’intervista al New York Times nel 1944: “Fare un film non è trovare la risposta a una domanda. E’ cercare di catturare la vita com’e”.