Memorabili le copertine ideate per i dischi di Il mio canto libero e Anima libera di Lucio Battisti e Non farti cadere le braccia di Edoardo Bennato. Cesare Montalbetti, in arte Cesare Monti, lavorò in oltre ai dischi di Pino Daniele, Mia Martini e Fabrizio De Andrè

Cesare Monti

È morto Cesare Montalbetti, in arte Cesare Monti, uno tra i più eccelsi fotografi e artisti degli anni ’60 e ’70. Nato a Milano nel 1946, lottava da alcuni mesi con un tumore, ed è scomparso all’età di quasi 70 anni all’Ospedale di Arona, a Novara. Di lui restano le magnifiche fotografie che ha realizzato durante la sua carriera per alcuni dei migliori artisti dell’epoca. Tra queste spiccano le copertine degli album di Lucio Battisti “Il mio canto libero”, “Anima Latina”, “La canzone del sole”; e ancora quella di “Non farti cadere le braccia” di Edoardo Bennato. Sono immagini che hanno venduto in totale oltre un miliardo di copie. Cesare Monti aveva anche firmato le copertine dei dischi più famosi di Pino Daniele, morto solo poche settimane prima di lui, come “Pino Daniele”, “Nero a metà”, “Vai mo’” e “Bella ‘mbriana”. E ancora aveva reso memorabili i lavori discografici di Bruno Lauzi, Eugenio Finardi, Enzo Jannacci, Mia Martini, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè e tanti altri.

Cesare si forma a Londra alla fine degli anni sessanta, dove si era trasferito per diventare assistente di Romano Cagnoni. Nel 1971 inizia la sua intensa attività nel mondo discografico italiano come concept-creative e fotografo, affiancato dalla compagna di vita Wanda Spinello firmando numerose copertine. Ha curato inoltre progetti per le etichette Numero Uno, Cramps, Trident, Produttori Associati, Polygram, Rca, Cbs, Emi, Ascolto, Ultima Spiaggia, Sony e Wea. Il suo nome d’arte, Cesare Monti, è nato dopo un suggerimento dell’amico Lucio Battisti, con lo scopo di allontanare possibili accuse di nepotismo (il fratello Pietruccio Montalbetti era infatti il leader dei Dik Dik). In quel periodo diventa anche direttore artistico della rivista underground “Re nudo”.

Nel 1979 si trasferisce a New York, dove la sua carriera vola con la collaborazione alla “Rolling Stones Records”. Due anni dopo torna in Italia per dedicarsi all’arte visiva e dove sperimenta combinazioni di varie tecniche e interazioni tra immagine e suono. Le sue opere sono state protagoniste di magnifiche mostre allestite in importantissime città come Milano, Torino, Bologna, Locarno, Basilea, Dusseldorf, Parigi e New York.

Sperimenta anche il lavoro da regista pubblicitario dal 1992. Tra i suoi spot più celebri ricordiamo quelli per Kodak, Swatch, Volvo, Guzzini, Bassetti, Pioneer, Mulino Bianco, San Benedetto e Yomo. Nel 1998 Monti è stato il direttore creativo della sezione italiana dell’Expo di Lisbona. Fra gli ultimi suoi lavori si ricordano le installazioni realizzate per gli eventi “La memoria della pietra” (Pietrasanta, 2012) e “L’oro dei marmi” (Forte dei Marmi, 2013).