Dopo la svista di Apple nell’introdurre alle nuove 300 emoticons almeno una faccina con i capelli rossi è nata una petizione su internet. Gli utenti ‘rossi’ chiedono di non essere discriminati, “del resto dopo la presenza della luna in ognuna delle sue fasi cosa costa una faccina in più?”

capelli rossi

Da qualche giorno era emersa la notizia che Apple introdurrà nuove emoticons per far sì che ogni utente si possa identificare nelle ormai immancabili ‘faccine’ per esprimere al meglio nei messaggi le loro emozioni. Si aggiungeranno quindi oltre 300 smile per integrare al nuovo modo di comunicare soprattutto gay e multietnici. Ma sembra che al sistema operativo di Cupertino sia sfuggito di introdurre una determinata faccina: quella con i capelli rossi. Così è iniziata la guerra di tutti gli utenti ‘rossi discriminati’ lanciata su Change.org con il sito GingerParrot con l’obiettivo di colpire Apple e la sua nuova campagna di diversificazione degli emoji che le vorrebbe adattare a tutte le realtà umane presenti sul pianeta.

“Consapevoli dell’esistenza di questioni e problemi certamente più urgenti, chiediamo e rivendichiamo, con un po’ d’ironia, almeno una faccina che ci rappresenti”, si legge dal sito. “Malgrado la presenza della luna in ognuna delle sue fasi e ben due differenti rappresentazioni di una pecora. Suvvia!”, ha scritto scandalizzato il redattore dell’articolo di protesta.

In tutto il mondo le persone con i capelli rossi naturali sono pochissime, meno del 2% della popolazione, ma “se l’idea di Apple è diversificare, allora ci sono 138 milioni di iPhone che aspettano che questo accada davvero”, prosegue la nota sul sito. Peccato però che, nonostante la grande condivisione sui social network, la petizione non è particolarmente seguita, e i sottoscritti al momento sono infatti poco più di 2.500 e sembra che non cresceranno ulteriormente. Non si sa se Apple stia valutando già la petizione, ma del resto, alle oltre 700 emoticons, cosa gli costerebbe aggiungere una sola faccina in più dai capelli rossi? Un motivo per non accontentarli in effetti non c’è. E magari lo farà presto!