È ricercata in tutta la Francia Hayat, compagna di Coulibaly e complice dell’attentato. Ieri, studenti musulmani gridando in coro “se la sono cercata” non hanno rispettato il lutto nazionale. Tutti i leader europei scenderanno in piazza per dire no alla violenza e al fanatismo

hayat

È Hayat Boumediene l’ultima ricercata dalla polizia francese dopo l’attacco terroristico di ieri. Si tratta della ventiseienne compagna di Amedy Coulibaly, il terrorista ucciso ieri nel supermercato kosher della porta di Vincennes, dove ha tenuto in ostaggio dei clienti assassinandone quattro. Sembra che Hayat avesse partecipato al tragico assalto terroristico e sia fuggita. Adesso è ricercata in tutta la Francia. La donna, nel corso del 2014, scambiava continui sms (ben 500) con la compagna di Said Kouachi, uno degli attentatori della strage a Charlie Hebdo che sono stati uccisi ieri dalle forze dell’ordine nella stamperia di Dammartin. Hayat è descritta come armata e pericolosa. Nata nel 1988 a Villiers sur Marne in una famiglia con sette figli, si era sposata con rito religioso islamico, con Amedy Coulibaly nel 2009. Nel 2010, accompagnava almeno due volte al mese il marito a Murat, paesino nella regione centro-meridionale di Cantal, dove vive in un soggiorno obbligato Djamel Beghal, islamista condannato per terrorismo e proselitismo per la setta dei takfir. Ed è proprio Beghal che legava Coulibaly ai fratelli Kouachi, suoi discepoli.

Domani la Francia scenderà in piazza per dire no alla violenza e al fanatismo. Sfileranno a Parigi, insieme al presidente Hollande, la Merkel, Cameron, Renzi, Rajoy e tanti altri leader europei e mondiali. Ieri Hollande aveva imposto il lutto nazionale e un minuto di silenzio in segno di dolore e di omaggio per le vittime di ‘Charlie’, ma in molte scuole è stato difficile da rispettare. “Se lo sono andati a cercare”, hanno urlato alcuni studenti musulmani.

Maria, uno dei quindici ostaggi di Amedy Coulibaly, ha rilasciato la sua testimonianza ai giornalisti di Bfmtv-Rmc: “Sono sorpresa di essere ancora viva”, ha rivelato ancora impaurita. “Abbiamo sentito un boom, poi abbiamo visto l’uomo con un giubbotto antiproiettile, due Kalachnikov in mano, un coltello e una pistola. E alla nostra destra c’erano due cadaveri, due clienti che sono morti fin dall’inizio. Non appena entrato ha sparato”. Dal suo racconto, un’altra cliente aveva tentato di prendere un’arma al terrorista ma non è riuscita a usarla, così lui, di risposta, le ha sparato in testa. “Alla fine un giovane impiegato, che era con noi al piano terra è riuscito a rientrare nell’ascensore e raggiungere il primo piano per prendere l’uscita di sicurezza. Aveva con se le chiavi delle serrande che ha dato alla polizia”, ha detto Maria.