La rivista satirica ritorna dopo sei settimane di pausa con due nuovi vignettisti e una tiratura da due milioni e mezzo di copie. Ancora atti vandalici al memoriale delle vittime eretto a Parigi

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Già se ne parlava pochi giorni fa, ma adesso è certo: Charlie Hebdo sta tornando. E solo due giorni prima dell’uscita nelle edicole il giornale satirico ha svelato la nuova copertina, quella del numero 1180. La redazione, ancora sotto forte stress dopo l’attentato terroristico dello scorso 7 gennaio e la morte del loro direttore si era presa una pausa di sei settimane, ma adesso la rivista è pronta a ripartire come dice anche la scritta stampata su un rosso scarlatto: “C’est reparti”. In copertina Papa Francesco, Marine Le Pen con sembianze canine, l’ex presidente francese Nicola Sarkozy come se fosse un barboncino, un banchiere con una mazzetta di banconote in bocca e uno jihadista, l’unico senza fattezze umano e rappresentato come un lupo nero con un kalashikov tra i denti. Tutti alla rincorsa di un cagnolino che scappa con una copia di Charlie Hebdo.

Nell’ultimo numero, il 1179, disegnato da Luz (lo stesso che ha messo in vita la nuova vignetta su copertina rossa), era stato rappresentato un Maometto in lacrime con un cartello con la scritta Je Suis Charlie. Il numero successivo alla strage invece era nato dalle reazioni emotive dei vignettisti scampati all’attentato. Lo dice Patrich Pelloux, uno dei collaboratori storici del giornale satirico. “Non siamo mai stati un giornale lacrimevole”, ha detto il vignettista ricordando che nel nuovo numero non ci sarà nessun omaggio alle vittime, perché “questa volta dobbiamo ricominciare davvero”. Quindi domani, mercoledì 25 febbraio, Charlie tornerà nelle edicole con una tiratura di ben due milioni e mezzo di copie. Nel sommario si annuncia un’intervista al nuovo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, e riferimenti sul recente attentato islamico a Copenaghen e alla profanazione di un cimitero ebraico.

Due sono i nuovi vignettisti, Pétillon e Dilem, mentre Luz ha spiegato il significato della nuova copertina, di cui è autore: “Felice di aver disegnato degli animali, sono animali irresponsabili e sottomessi. L’irresponsabile è Charlie, i sottomessi sono tutti gli altri che gli corrono dietro”. Il nuovo direttore, Riss, ha voluto spiegare il senso di questo numero così: “La vita va avanti. Metteremo dietro tutte le cose e tutte le persone che ci tirano fango addosso”.

Intanto sembra non esserci pace per le vittime dell’attentato al Charlie Hebdo e del supermercato kosher. Il loro memoriale eretto a Parigi è stato posto sotto atti vandalici già per la quarta volta in due settimane. E l’ultima volta è stato solo ieri. Mazzi di fiori, candele, disegni e messaggi sono stati strappati e distrutti. Sembra proprio che insieme ai nuovi numeri di Charlie è tornata anche l’intolleranza contro il settimanale e i suoi vignettisti.