Il ministro della Giustizia Andrea Orlando è intervenuto a Palazzo Madama prima dell’approvazione del Senato al ddl anticorruzione: “In questo momento storico chi si fa corrompere tradisce il Paese”

Andrea Orlando

Il Senato ha approvato gli articoli 1 e 2 del ddl anticorruzione. L’articolo 1, che contiene modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di reati contro la pubblica amministrazione, ha avuto 160 voti a favore, 60 no e 3 astenuti, mentre l’art.2 è stato approvato con 157 sì, 49 no e un solo astenuto. L’esame riprenderà martedì prossimo alle ore 16:00 con il voto finale previsto per la serata di mercoledì.

L’approvazione è arrivata poco dopo l’intervento a Palazzo Madama del ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha lanciato un importante appello: “In questo momento storico chi si fa corrompere tradisce il Paese”. “Non sconfiggeremo la corruzione se non riusciremo a dare un segnale che deve caratterizzare tutte le forze politiche. Ascrivo al governo il merito di aver ricomposto posizioni diverse”, ha aggiunto il ministro. Orlando ha poi sottolineato: “Non ci siamo limitati solo ad inasprire le pene”, che a tal proposito, nella legge Severino vi era, ad esempio, una “forbice tra reati meno gravi e quello più grande della corruzione”. “Siamo intervenuti per registrare un dato. Cosa c’è di più grave in un momento come questo che non, chi svolgendo funzioni pubbliche, produce un arricchimento improprio?” ha continuato. “Se continua la logica del più uno e di smarcarsi trasmettiamo un altro messaggio: diciamo che la corruzione è una emergenza ma poi si preferisce lucrare qualche voto” ha spiegato Orlando sottolineando la necessità di dare un servizio al Paese e cessare di fare propaganda perché “ci sono le condizioni per fare un significativo passo in avanti e togliere molti alibi”.