Il copilota 28enne dell’Airbus A320 provò la manovra suicida già nel volo di andata. Ma in quell’occasione “nessuno notò nulla”. Al ritorno invece portò a termine la manovra schiantandosi tra le Alpi francesi insieme a tutti i 150 passeggeri. E’ l’ulteriore prova che Lubitz avesse già pianificato tutto nei dettagli

Andreas Lubitz

Andreas Lubitz, il copilota suicida della Germanwings che fece schiantare l’Airbus A320 il 24 marzo scorso provocando la morte di 150 persone, provò la stessa discesa di quota utilizzata per la manovra suicida già sul volo di andata. È quanto emerge da un rapporto del Bea, l’ufficio francese per l’analisi e l’inchiesta sugli incidenti aerei, sulla rotta Duesseldorf-Barcellona. Agli atti ancora non è chiaro se il pilota volesse solamente provare la manovra o portare a termine il piano, senza tuttavia riuscirci per qualche particolare motivazione. Un responsabile del Bea ha spiegato che Lubitz nel volo di andata aveva richiesto una discesa di quota, “ma poco prima il pilota era uscito, e il copilota ha quindi manipolato i tasti del pilota automatico facendo il gesto che ha poi ripetuto, purtroppo con successo, al volo di ritorno”. Sembra però che in quell’occasione nessuno sospettò nulla. Il 24 marzo il volo di andata partì alle 7:10 dallo scalo tedesco e alle 8:20 il copilota 28enne rimase per poco da solo. Risulta che dalla cabina di controllo gli suggerirono di ridurre la quota, portandola da 37mila a 35mila piedi. Così Lubitz ne approfittò per impostare una discesa fino a cento piedi: una quota limite.

Tale manovra non sarebbe appunto stata notata da nessuno anche perché il copilota suicida corresse immediatamente la quota dopo essere sceso fino a 25.000 piedi prima che il comandante rientrasse in cabina. La stessa manovra la portò a compimento invece nel volo di ritorno, qualche ora dopo, quando a bordo si trovavano i passeggeri che da Barcellona avrebbero dovuto fermarsi a Duesseldorf. Stavolta però Lubitz sbarrò la porta della cabina di pilotaggio non lasciando rientrare il comandante, uscito pochi minuti per andare in bagno. Quindi il disastro, che costò la vita a tutte le 150 persone a bordo dell’Airbus.

Questa è l’ulteriore prova che il 28enne, che soffriva di depressione, aveva pianificato già nei dettagli lo schianto dell’Airbus, che quella mattina avvenne tra le Alpi francesi. Inoltre è noto ormai a tutti che Lubitz aveva fatto persino alcune ricerche su internet riguardo ai metodi di suicidio e sulle misure di sicurezza del cockpit.