Il comico Dieudonnè dopo la controversa dichiarazione si era giustificato dicendo che era solo uno scherzo allo slogan di solidarietà “Je suis Charlie”. Adesso dovrà scontare due mesi di carcere per apologia di terrorismo

Dieudonnè

Il comico Dieudonnè è stato condannato a due mesi di carcere con sospensione condizionale della pena con l’accusa di apologia di terrorismo per aver pubblicato su Facebook “Je suis Charlie Coulibaly”(uno degli attentatori alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo), mentre milioni di persone scendevano in piazza per omaggiare le vittime.

Dieudonnè, considerato l’inventore del gesto della “quenelle”, è stato multato già diverse volte per incitamento all’odio. Dopo aver detto di sentirsi Charlie Coulibaly la procura aveva chiesto una multa di 30mila euro commutabile in giorni di prigione e di considerare il carattere controverso della sua dichiarazione, il contesto in cui è stata pronunciata e la personalità del soggetto, famoso per provocazioni di connotazione antisemita. Ma il comico si era subito giustificato dicendo che la frase incriminata era solamente uno scherzo, una risposta scherzosa allo slogan di solidarietà “Je suis Charlie”.

Il tribunale dovrà esprimersi domani, 19 marzo, anche sulle accuse di incitamento all’odio verso gli ebrei dopo le parole del comico contro il giornalista di France Inter Patrick Cohen.

Dopo le innumerevoli proteste sul web sul suo controverso post, Dieudonné lo aveva tolto specificando poi in una lettera di sentirsi considerato come Amedy Coulibaly, ma di sentirsi Charlie.