Il medico legale Vittorio Fineschi contraddice il pm Monteleone riguardo alla possibile via di salvezza per il cantautore se soccorso in tempo: “L’affermazione è assolutamente infondata e prematura”

pino daniele

È stata fatale per Pino Daniele la corsa in auto da casa sua, a Magliano, in Maremma, verso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma? O sarebbe morto ugualmente? Continui i dubbi e le polemiche, non solo tra l’ex moglie e la compagna Amanda Bonini. Non si parla d’altro ormai da quella maledetta sera del 4 gennaio scorso, quando Pino fu sorpreso da un malore al cuore nella sua villa in Toscana e fu accompagnato dalla compagna a Roma, per volere del cantautore stesso, e senza aspettare l’arrivo di un’ambulanza. Secondo la conclusione del pm capitolino Marcello Monteleone, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo sul decesso dell’artista napoletano, “il viaggio da Magliano verso Roma potrebbe essere stato fatale per Pino Daniele”. “Il suo malore, rivelatosi poi fatale, è stato provocato dall’ostruzione di uno dei bypass. Il problema all’apparecchiatura sanitaria salvavita sarebbe cominciato nella villa di Magliano dove abitava il cantautore e si sarebbe poi aggravato durante il tragitto verso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma”. In sostanza l’occlusione del dispositivo si sarebbe risolta senza le drammatiche conseguenze che conosciamo tutti, se solo il cantautore avesse aspettato l’arrivo dell’ambulanza con medico a bordo e defibrillatore subito a disposizione. Per le indagini, che seguono la pista dell’omicidio colposo, è quindi adesso necessario chiarire se sia stato davvero lui a voler essere accompagnato all’ospedale di Roma o siano altre le realtà.

Ma a contraddire il pm Monteleone è il professor Vittorio Fineschi, il medico legale nominato dalla Procura di Roma che sta effettuando insieme ad altri specialisti tutti gli esami autoptici necessari per accertare la cause del decesso. “Dire che Pino Daniele si poteva salvare è un’affermazione assolutamente infondata e prematura. I primi risultati sulle analisi che stiamo svolgendo si avranno non prima di un mese”. “Da circa una settimana abbiamo avviato una serie di esami specifici analizzando i prelievi e in particolare sul cuore del cantante. Dire che si sarebbe potuto salvare è un’affermazione che non si basa assolutamente su dati scientifici e medici. Al momento stiamo ancora verificando le condizioni che hanno portato alla morte dell’artista”, ha concluso il medico legale.