Ddl Cirinnà sulle unioni civili, primo voto al Senato superato, decisivi i 5 Stelle

Il Ddl Cirinnà sulle unioni civili ha superato al Senato il primo scoglio in Aula visto che è stato respinto a larga maggioranza un ordine del giorno che avrebbe riportato il disegno di legge in Commissione. L’ordine del giorno, presentato da Gaetano Quagliariello, da Roberto Calderoli e da altri 74 senatori sulla richiesta di non passaggio agli articoli sul Ddl, è stato respinto con ben 195 voti contrari, 101 favorevoli ed un astenuto. Decisivi, per garantire il regolare iter parlamentare al Ddl Cirinnà, sono stati i voti dei senatori del Movimento 5 Stelle guidati dalla capogruppo Paola Taverna.

Per la richiesta di non passaggio agli articoli sul Ddl Cirinnà era stato tra l’altro chiesto il voto a scrutinio segreto, ma il presidente del Senato Pietro Grasso ha respinto tale richiesta scatenando le ire di molti senatori in aula tra cui lo stesso Gaetano Quagliariello definendolo un ‘Arbitro che ha preso parte’.

‘La Legge sulle unioni civili è una buona legge. Ma se la legge fosse stata scritta meglio, non ci sarebbero state incomprensioni’, ha intanto dichiarato ai microfoni di Repubblica Tv il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che nei giorni scorsi dal proprio sito Internet personale ha tra l’altro lanciato un appello alle donne in Parlamento in merito alla cosiddetta stepchild adoption ricordando che ‘il corpo della donna non è un forno, che si accende per far cuocere una torta; la torta di un altro, che quando la torta è cresciuta al punto giusto, spegne il forno, prende la torta e la porta via’.