Senato - decadenza Berlusconi

A poche ore dal voto della riforma costituzionale il premier Matteo Renzi sembra molto sicuro di sé e certo di trovare i voti per l’approvazione. Ma già ci sono dei “no” tassativi. Come quello di Forza Italia, annunciato già ieri dal leader Silvio Berlusconi che aveva detto: “martedì voteremo no alle riforme, per contrastare l’arroganza e la prepotenza del Pd che è stato incapace di cambiare se stesso e il Paese”; e della Lega, annunciato dal capogruppo Massimiliano Fedriga.

Il Movimento 5 Stelle ha invece dichiarato che non solo voterà “no” per la riforma costituzionale, ma non si presenterà neppure in aula. Lo ha annunciato su Facebook il deputato Danilo Toninelli: “Domani si voterà per la ‘schiforma’ costituzionale e il M5S non si presenterà. Entrerò solo io per la dichiarazione finale e poi me ne andrò”. “L’auspicio è che se ne stiano fuori anche coloro che con noi hanno lottato per difendere la Costituzione, evitando così di legittimare un truffatore semantico, quale è Renzi, in questo ennesimo attacco alla democrazia”, ha scritto.

Sinistra Ecologia Libertà (SEL) sarà in aula a Montecitorio sulla riforma di un terzo della Costituzione e voterà convintamente contro. A dirlo è il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto che ha ribadito che “non lo facciamo per una concessione alla maggioranza ma per difendere il Parlamento. Vogliamo evitare che le ingerenze del governo Renzi continuino a segnare la storia di una riforma sbagliata”.

Un pieno sì alla riforma sarà dato invece dal Nuovo Centro Destra. Lo annuncia sempre su Facebook il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “La riforma costituzionale significa: leggi più veloci, con il superamento del bicameralismo perfetto; meno parlamentari, con la cancellazione del vecchio Senato; e più voce ai territori, cioè Comuni e Regioni, grazie alla composizione del nuovo Senato. Ci saranno istituzioni più moderne ed efficienti, quindi noi voteremo sì a questa riforma”. “Voteremo sì perché siamo stati e vogliamo continuare a essere protagonisti del cambiamento in atto nel nostro Paese. Stiamo facendo ciò che abbiamo sempre detto di volere fare”, ha concluso Alfano.

All’interno del Pd ci sono un po’ di titubanze, anche se sembra che, oltre al convinto sì della maggioranza dem per il ddl Boschi, anche la minoranza sarebbe sempre più orientata verso un voto a favore. Ma tante sono state le discussioni e ancora nulla è certo.