Continuano le prove di disgelo tra Stati Uniti e Cuba. Il figlio di Fidel Castro, Alex, vuole aprirsi al capitalismo americano e portare a L’Avana hamburger, patatine e coca cola

McDonalds
Poche settimane fa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva annunciato l’avvio dei negoziati con Cuba per la piena normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i Paesi e per l’apertura di un’ambasciata a L’Avana: “Da oggi cambiano i rapporti tra il popolo americano e quello cubano. Si apre un capitolo nuovo nella storia delle Americhe. Todos somos americanos”, aveva detto Obama parlando di “una svolta storica”. E sembra proprio essere così. A dimostrazione di ciò presto a Cuba arriveranno McDonald’s e Coca Cola, i due principali simboli del capitalismo americano. Ad aprire le porte ad hamburger e bibite made in Usa è stato Alex Castro, figlio del leader maximo Fidel, che in un’intervista ad Americatevè ha annunciato: “Siamo vicini, potremmo produrre Coca Cola a Cuba. Stiamo facendo una pausa al nostro socialismo, ma non vi rinunceremo”. Alex Castro ha poi riconosciuto che il sistema politico cubano in passato “ha commesso degli errori”, ma non ha voluto specificare quali. Ha anche rivelato che suo padre, che non compare in pubblico dal gennaio 2014 e la cui ultima fotografia risale all’agosto scorso, a dispetto di che lo aveva dato per morto, è ancora vivo e vegeto e continua ad avere grande influenza su Raul, il fratello minore presidente. Obama il 17 dicembre scorso aveva annunciato la sua volontà di ripristinare le relazioni con l’isola comunista, e il disgelo tra i due Paesi potrebbe realmente avvenire, ma a un patto: il presidente Raul Castro vuole infatti accogliere la normalizzazione delle relazioni solo dopo che la Casa Bianca avrà posto fine all’embargo e tolto Cuba dalla lista nera dei terroristi.