Il presidente della cooperativa spiega che sono soldi che tiene per le esigenze familiari. E sulla scritta “Baffo” risponde: “Io ho i baffi”. Intanto Nicola Verrini, responsabile del Cda della Concordia, decide di collaborare e racconta degli affari con esponenti del Pd

Cpl Concordia

Nicola Verrini, responsabile commerciale ed ex componente del Cda della Cpl Concordia, ha deciso e chiesto di collaborare con i giudici nell’inchiesta sugli appalti della cooperativa. Da alcuni nuovi accertamenti spunta anche una busta, trovata a casa del presidente della stessa Cpl Roberto Casari, contenente 16mila euro in contanti e con su scritto a matita “Baffo”. Dopo essere stato interrogato a riguardo Casari ha spiegato: “sono soldi che tengo a disposizione per le esigenze della famiglia”. “La scritta ‘Baffo’? Io ho i baffi” ha aggiunto.

Verrini inizialmente si era avvalso, davanti ai giudici, della facoltà di non rispondere perché, come hanno precisato i suoi avvocati, era ‘sotto shock’. La svolta della vicenda risale ad un anno fa, dopo che alcuni manager convocati come indagati, hanno portato a scoprire che l’inchiesta riguarda in particolar modo la metanizzazione di Ischia. In quel periodo Verrini si era dimesso dal Cda e aveva chiesto di essere spostato perché non aveva “interessi professionali nell’area oggetto dell’inchiesta della Procura di Napoli”. Il giudice lo ha comunque accusato di aver partecipato a quell’associazione per delinquere, creata con altri vertici della Cpl, che pagava tangenti ai politici per avere i lavori. Adesso dunque Verrini decide di parlare e raccontare dei rapporti con la politica, e in particolar modo i legami tra il presidente Casari e alcuni esponenti del Partito democratico. Fa lo stesso anche Francesco Simone, che discuteva con Verrini nel marzo del 2014 sull’opportunità di finanziare la Fondazione Italianieuropei di D’Alema. Il colloquio tra i due, intercettato, è valutato dal giudice estremamente rilevante “per il modo in cui gli stessi distinguono i politici e le istituzioni loro referenti operando una netta ma significativa distinzione tra quelli che al momento debito si sporcano le mani e quelli che non lo fanno”.