Due giovani coniugi, genitori di tre figli e in attesa del quarto, sono stati spinti in una fornace perché accusati di aver strappato e bruciato pagine del Corano

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In Pakistan una coppia di giovani cristiani è stata bruciata viva perché accusata di blasfemia. È successo nella zona di Lahore, dove un gruppo di musulmani accorsi da diversi villaggi hanno linciato ferocemente i due cristiani. Le vittime, Shahzad Masih di 26 anni e la moglie Shama di 24, sono stati accusati di aver bruciato alcune pagine del Corano. La giovane moglie, già madre di tre figli e in attesa del quarto, aveva deciso di ripulire l’abitazione in seguito alla morte del padre di Shahzad prendendo alcuni oggetti personali, carte e amuleti vari. Appicca quindi un piccolo rogo per disfarsene in quanto non erano a loro più utili. Secondo un musulmano che aveva assistito alla scena, in quel rogo ci sarebbero state anche alcune pagine del Corano. Dopo che si era sparsa la voce in tutta la cittadina di Kot Radha Kishan, dove vivevano e lavoravano in una fabbrica d’argilla, una folla di musulmani offesi e inferociti ha preso in ostaggio i due giovani trattenendoli all’interno della fabbrica per due giorni, a partire dal 2 novembre. Martedì mattina invece sono stati crudelmente spinti nella fornace dove si cuociono i mattoni. Questi atti disumani purtroppo sono numerosi in Pakistan, dove basta veramente poco per subire violenze fisiche e psicologiche in ragione della propria fede ed essere vittime di esecuzioni extragiudiziali. La stessa sorte era toccata ad Asia Bibi, madre di 5 figli e in carcere dal 2009, accusata di blasfemia, e pochi giorni fa condannata a morte dall’Alta Corte.