Il segretario della Fiom ha ribadito che la sua ‘coalizione sociale’ non è un’identità partitica, bensì un soggetto politico, movimentista, sindacale e sociale, e “chi pensa che non sia così è in malafede”

Maurizio Landini

Maurizio Landini vuole unire i lavoratori in un nuovo soggetto politico, movimentista, sindacale e sociale. Dopo aver lanciato la sua “coalizione sociale” che mira a “cambiare l’Italia più di Matteo Renzi”, Landini tenta di partire da una riforma del sindacato contro l’asse governo-Confindustria. Dalla Cgil fanno sapere però che Susanna Camusso, al contrario di quanto afferma Landini, “non era stata informata” della riunione di ieri e che non ha ancora aderito al progetto. “Non è nostra intenzione organizzare coalizioni sociali”, aveva infatti detto la stessa Camusso assicurando come la Cgil non intenda trasformarsi in un’organizzazione politica.

Dichiarazioni ben lontane da quanto afferma il segretario della Fiom che, ospite di ‘In mezz’ora’, aveva detto: “Il sindacato fa politica. E se non è un soggetto politico diventa un sindacato aziendale e corporativo”. Landini è tornato però a ribadire che la sua coalizione non è assolutamente un’identità partitica, e “chi lo pensa è in malafede”.

La coalizione sociale di Landini, segnata dalla presenza di associazioni di varia origine, è destinata ad allargarsi. “Le azioni della coalizione saranno decise dai lavoratori. Lavoratori i cui diritti sono cancellati da Renzi e da Confindustria con la partecipazione attiva anche di quella minoranza Pd che critica l’iniziativa, secondo il quale la ‘Costituzione va applicata, non cambiata’ ancor più da un governo che non ha quel consenso che sostiene di avere” ha detto Landini.

Il 28 marzo ci sarà una manifestazione in piazza per il primo ‘battesimo’ della coalizione, che al momento, in Parlamento, può contare sulla sponda di Sel e su un dialogo con una parte delle minoranze Pd. Gianni Cuperlo guarda alla coalizione con grande ‘rispetto’, e il bersaniano Alfredo D’Attorre ha sottolineato come il segretario della Fiom e le istanze che vuole portare avanti potrebbero essere un utile interlocutore per il Pd.