Tra i miliardari cinesi le donne sono sempre di più, ecco l’esempio di tre donne che, con l’impegno e la volontà, hanno raggiunto un’incredibile fortuna.

E’ dai tempi della Rivoluzione di Mao che in Cina non esiste più l’eredità, quindi tutti i giovani partono da zero. Questo non impedisce a chi si impegna di raggiungere grandi traguardi. La Cina, infatti, vanta 316 miliardari e tra loro ci sono molte tra le donne più ricche e potenti del mondo.

Amy Luan

Amy Luan, ingegnere, 40 anni, è presidente e direttore generale della China Guodian Corporation, uno dei maggiori gruppi cinesi dell’energia. Ha fatto la sua fortuna fornendo soluzioni innovative nella lotta contro l’inquinamento e nel settore del risparmio energetico. Senza interventi da parte del governo e grazie alla sua capacità di saper coordinare tutti i talenti è riuscita a raggiungere una posizione prestigiosa. Alle sue dipendenze lavorano settecento persone ma, come è normale che sia, arrivare a questo punto non è stato facile. Per iniziare a fare affari in Cina si devono avere i mezzi necessari, così Amy Luan ha iniziato lavorando a Shanghai presso un professionista del settore e lì ha imparato e guadagnato abbastanza denaro da chiedere un prestito per mettersi in proprio. L’ingegnere però non si sente arrivata, ama ancora imparare e non vuole mai accontentarsi del minimo. Ha mandato la figlia a studiare architettura all’estero e sogna una cooperazione con le donne americane ed europee per migliorare l’istruzione.

Yan Ping
Yan Ping è un’artista, è sposata, ha due figli e fin da ragazza l’arte per lei era tutto. All’inizio della Rivoluzione culturale, aveva solo 10 anni e quello è stato un periodo brutale che l’ha molto segnata. In quella fase la pittura è stata per Yan un diversivo fondamentale. A 21 anni è stata ammessa all’Istituto delle Belle arti di Shandong dove incontra suo marito, Wang Keju, un pittore che oggi gode di fama mondiale come la moglie. Yang Ping dipinge tele grandi il doppio di lei e, a differenza delle forme pesanti e delle emozioni inespresse a cui il pubblico è abituato, utilizza colori vivaci e raffigura scene di tenerezza tra madri e figlie. A 27 anni, nel 1983, entra all’Accademia e inizia contemporaneamente ad occuparsi di pittura e insegnamento, cosa che poche altre donne sono riuscite a fare. Alla fine degli anni Novanta i suoi quadri espressionisti battono i record nelle vendita all’asta e nel 2012 la casa d’aste Christie’s ha battuto una sua tela a quasi 250 mila dollari.

Zhang_Xin

Zhang Xin lavora nel campo dell’immobiliare e, insieme al marito Pan Shiyi, ha costruito un impero colossale nell’ambito dei palazzi e degli uffici. La loro società è la Soho e ha preso parte ai progetti architettonici più ambiziosi, ridisegnando interi quartieri d’affari a Pechino e Shanghai. Da piccola Zhang Xin detestava Pechino, durante la Rivoluzione culturale i suoi genitori, docenti universitari, furono internati in un campo di rieducazione e lei venne affidata ai nonni. Quando alla madre venne concesso di rientrare a Pechino, Zhang aveva otto anni. A 14 anni venne assunta in una fabbrica di Hong Kong e iniziò a studiare da segretaria la sera, dopo il lavoro. A 19 anni sbarcò in Gran Bretagna per studiare economia a Cambridge e dopo il diploma venne assunta da una delle più grandi banche d’affari al mondo, la Goldman Sachs. Tornata in patria incontra Pan Shiyi e con lui fonda una società, scegliendo personalmente gli architetti e lasciandoli liberi di esprimere qualsiasi loro audacia. La loro nuova creazione, la Wangjing Soho, è appena stata inaugurata ed è caratterizzata da tre torri dal design fluido che dominano gli edifici più alti di Pechino, un concentrato di tutte le innovazioni tecnologiche.