Gli agenti segreti torturavano oltre limite i terroristi di al Qaeda durante gli interrogatori. È quanto si legge nel lunghissimo documento trascritto dal Senato. Si temono forti rappresaglie anti Usa. Rafforzato il livello di sicurezza nella base siciliana di Sigonella

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È stato documentato, per la prima volta, l’utilizzo di tecniche non convenzionali tra il 2001, l’anno dell’attacco alle Torri gemelle, e il 2009, quando Barack Obama ne chiese l’abolizione. Il rapporto, ben seimila pagine di dettagli raccapriccianti e inimmaginabili, è stato preparato dalla Commissione di controllo dei servizi segreti del Senato Usa, sulle torture praticate dalla Cia negli interrogatori ai terroristi di al Qaeda.

Tra le torture peggiori anche il temutissimo waterboarding, dove il prigioniero viene portato quasi all’annegamento e salvato all’ultimo istante per farlo confessare. Gli agenti segreti hanno operato in questo modo per ben sette anni e 4 mesi. Barack Obama ne ordinò poi il veto, ma mai aprì inchieste o mise bocca sull’operato del suo predecessore George W. Bush. L’ex presidente respinge le accuse e difende a spada tratta i suoi ex collaboratori: “Siamo fortunati ad avere uomini e donne che lavorano duro alla Cia per conto nostro. Sono patrioti e qualsiasi cosa dica il rapporto minimizza il loro contributo al nostro Paese”, ha detto.

Nel rapporto, che nel complesso resta più o meno segreto, vengono descritte tutte le azioni e le tecniche atroci praticate dalla Cia. Dal suo canto, temendo l’inevitabile ondata di critiche, si mette sulla difensiva. L’ex numero due di Langley, John McLaughlin, ha detto che questo rapporto usa informazioni in maniera selettiva, citandone alcune e omettendone altre, che probabilmente sarebbero andate a loro favore. Jose Rodriguez, che guidò il programma per gli interrogatori, ha dichiarato: “Abbiamo fatto ciò che ci era stato chiesto di fare, e ci era stato assicurato fosse legale”.

Obama ha dato il via libera alla diffusione del rapporto, nonostante molti non siano favorevoli. Si pensa infatti che i rischi di rappresaglia in tutto il mondo saranno adesso in aumento. Ma Dianne Feinstein, presidente della Commissione intelligence al Senato, vuole andare avanti con la diffusione con uno scopo ben preciso: “Chiunque lo leggerà farà in modo che non si ripeta mai più”, ha detto al Los Angeles Times. Intanto Washington inizia a prendere tutte le dovute precauzioni ai possibili attacchi. Il Pentagono sta mobilitando più di seimila marines in tutto il mondo, rafforzando anche il livello di sicurezza in Sicilia, nella base Usa di Sigonella.