La giovanissima marocchina Karima El Mahroug si prostituiva, ma non ci sono prove che lo facesse ad Arcore e che Berlusconi fosse a conoscenza della sua minore età. Venerdì i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza

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L’esercizio di prostituzione ad Arcore è ormai certo per i giudici d’appello di Milano, ma sembra che Silvio Berlusconi ai tempi non fosse a conoscenza della minore età di Karima El Mahroug, conosciuta semplicemente come Ruby. Questo è uno dei passaggi chiave che lo scorso luglio hanno assolto Berlusconi dall’accusa di prostituzione. È anche certo, però, che la giovane marocchina partecipò alle serate da lui organizzate ad Arcore e che fu pagata profumatamente, seppur per la semplice presenza e non per prostituirsi. Secondo i difensori dell’ex Presidente del Consiglio, che ieri hanno cercato di smontare punto per punto le accuse contro di lui, non si può condannare un imputato senza che vi siano le prove effettive del reato. Il ragionamento secondo cui “Ruby si prostituisce” e “Ruby va ad Arcore” non conferma assolutamente il fatto che “Ruby si prostituisce ad Arcore”. Questo uno dei punti principali della difesa, che si aggiunge anche alla inesistenza di prove riguardo al fatto che Silvio avesse tentato anche di coprire un così grave reato. L’ex premier dunque è assolto in quanto il fatto “non sussiste” per la concussione e “non costituisce reato” per la prostituzione minorile.