Cade pezzo per pezzo la sua messa in scena. Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival, è in stato di fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il padre: “Se è stata davvero lei mi cadrà il mondo addosso”

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Si dichiara ancora innocente, ma molte sono le contraddizioni e le omissioni di Veronica Panarello, mamma del piccolo Andrea Loris: il bambino non è mai salito in auto e non ha mai raggiunto la scuola; la mezz’ora passata con lui da sola a casa; i sei minuti vicino al luogo del ritrovamento del cadavere senza una reale motivazione. Tutto pesa inevitabilmente su di lei. La Procura della Repubblica di Ragusa è giunta quindi alle conclusioni che è stata lei ad uccidere il figlio, strangolandolo e gettando il cadavere nel canale di scolo. Le accuse sono: omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e occultamento del cadavere. Adesso il giudice per le indagini preliminari, deciderà nelle prossime 48 ore la convalida di fermo della 26enne casalinga, che con molta probabilità lo trascorrerà a Ragusa nel piccolo braccio femminile del carcere cittadino. Nove giorni di indagini e di bugie, che hanno portato finalmente e non con troppa sorpresa, all’arresto dell’assassino. Il padre dell’innocente vittima non riteneva la moglie capace di quanto accaduto: “Se è stata lei mi cadrà il mondo addosso”, aveva detto.

Le contraddizioni che smascherano Veronica: Dal verbale si legge: “Attorno alle 8.15 di sabato 29 novembre siamo usciti dalla mia abitazione…io, Loris ed il fratello siamo saliti sulla mia autovettura, una Volkswagen di colore nero, quindi percorrendo la via Roma siamo usciti dal centro abitato per andare a buttare la spazzatura nei cassonetti poco distanti”. La scena, ripresa dalle telecamere della zona, è però diversa. Alle 8:32 Veronica, Loris e il figlio più piccolo escono di casa e si dirigono verso l’auto, ma gli investigatori grazie alla visuale della telecamera, hanno spiegato che il bambino, meno di un minuto dopo, era di nuovo sul portone di ingresso della loro abitazione. Le immagini riprendono per l’ultima volta così il piccolo Loris che non si reca a scuola, ma rientra a casa. Le altre telecamere, posizionate nelle varie strade di Santa Croce Camerina, non hanno mai ripreso la Volkswagen di Veronica che si avviava verso la scuola nelle ore da lei comunicate, dalle 8:33 alle 8:39. Prima di andare al corso di cucina la donna dichiara di essere passata a casa per alcuni minuti per faccende domestiche. Ma prima aveva omesso tutto, confermandolo solo quando gli investigatori hanno ricostruito tutti i suoi movimenti. A casa sarebbe rimasta dalle 8:49 alle 9:25, solo 36 minuti, e con il figlio Andrea. Alle 9:27:08 la sua auto si trovava già nei pressi del Mulino Vecchio, il luogo dove è stato ritrovato il cadavere dei piccolo Loris. Cosa ha fatto dunque in quei pochi minuti? E cosa ha fatto a casa prima di recarsi al corso di cucina? Veronica prima di raggiungere Donnafugata sarebbe ritornata, infatti, per tre minuti e mezzo a casa, e probabilmente per recuperare lo zainetto blu del figlio ancora non ritrovato, con l’intenzione di sviare le indagini.