Dopo l’avvertimento di ieri di Erdogan al Papa di non ripetere più lo stesso errore, hacker turchi hanno attaccato il sito del Vaticano mettendolo fuori uso per ore: “le azioni di disturbo continueranno fino a che la Santa Sede non chiederà scusa ufficialmente”

Papa-Erdogan

Dopo l’avvertimento del presidente islamico turco Erdogan di ieri a Papa Francesco di non ripete più l’errore di parlare di genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915, adesso anche gli hacker lanciano la guerra contro il Vaticano. Un gruppo di hacker turchi ha rivendicato infatti di aver attaccato nella notte tra lunedì e martedì il sito ufficiale della Santa Sede, mettendolo fuori gioco per alcune ore. Ma come rivelato dalla testata specializzata ‘Techworm’, il sito è tornato già regolarmente in funzione ieri mattina.

La testata parla di una ‘rappresaglia ufficiosa di Ankara’ nei confronti del Pontefice, reo proprio di aver definito “genocidio” il massacro compiuto un secolo fa ai danni del popolo armeno, ovvero “il primo genocidio del XX secolo”. La rivendicazione è avvenuta sul profilo @YouAnonGlobal2, che farebbe riferimento ad una delle tante sigle dell’organizzazione Anonymous. Secondo la stampa armena a rivendicare l’attacco è stato il collettivo hacker turco #THTHeracles, che fa riferimento all’organizzazione ‘Turk Hack Team’. Sul profilo è risultato anche una nuova minaccia: “le azioni di disturbo contro il sito del Vaticano, in risposta alla dichiarazione del Papa continueranno fino a quando la Santa Sede non chiederà scusa ufficialmente”.