Carlo Verdone: "Sindaco di Roma? Non è il mio mestiere, serve un grande manager"

L’attore e regista romano Carlo Verdone, ospite di Giovanni Veronesi e Max Cervelli, rispondendo ad un messaggio vocale inviato a Radio 2 su WhatsApp da un’ascoltatrice all’interno della trasmissione “Non è un paese per Giovani”, dove veniva chiesto a Verdone di candidarsi a sindaco di Roma, ha risposto che “bisogna esser preparati in politica e nelle questione manageriali, purtroppo non è il mio mestiere, penso che ci siano delle persone che hanno studiato per fare questo”.

“A Roma il tallone d’Achille sono le periferie, comincerei a rimettere in piedi il senso civico che si è perso per colpa di tanta politica ma anche di tanti romani che non hanno amato la loro città. Ci vuole un grande manager, appassionato della città, magari anche romano. Oppure anche non romano ma che sia affiancato da un triumvirato di tre persone colte, persone di cultura, ognuno dei quali si intenda di un settore, chi di musei, chi di spettacolo e così via”.

“Il problema della città è la manutenzione. Sono stato da poco a Milano e mi piangeva il cuore, una città completamente rimessa a posto, che sembrava Berlino. Va bene che hanno avuto l’Expo, ma tornato a Roma mi sono chiesto perché siamo in questa situazione, con tutte le nostre potenzialità, ha perso così ai punti, con un ko”.

“Vorrei vedere più manutenzione e una città più pulita, bisogna partire dalle periferie, devi partire dall’esterno: se è vero che il centro ha mille problemi le periferie ne hanno sessantamila”, ha detto infine Verdone.