Chiuse le primarie del Pd con la vittoria di Vincenzo de Luca col 52% su Andrea Cozzolino (44%) e Marco di Lello (4%). Adesso per la poltrona da presidente dovrà combattere con l’esponente di centrodestra Stefano Caldoro

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Il candidato del Pd per la presidenza della regione Campania è Vincenzo De Luca, che ci riprova quindi dopo 5 anni. Con un bel 52% ha battuto l’altro esponente dem Andrea Cozzolino, fermo al 44%. Terzo è il socialista Marco di Lello, con solo il 4%. La vittoria se l’è guadagnata soprattutto grazie alla grande partecipazione che gli ha garantito l’elettorato di Salerno e alla penetrazione che è riuscito a finalizzare a Napoli, sottraendo consensi al favorito Cozzolino.

Partenza lenta per le votazioni, complice forse la giornata di sole che ha abbassato la partecipazione dei cittadini facendo pensare a un grosso flop della tornata, oltre anche all’appello di Roberto Saviano che aveva invitato tutti dall’astenersi dal voto. “Alle primarie Pd in Campania non andate a votare, questo è il mio consiglio. I candidati sono espressione della politica del passato. Queste elezioni saranno determinate da voti di scambio”, aveva avvertito lo scrittore.

Ma poi c’è stata invece un’alta affluenza di partecipanti, soprattutto da Agnano, decimo comune di Napoli dove, con circa 150mila voti, è proseguito lo spoglio per tutta la notte.
Per mettere fine alla grande piaga dei brogli alle urne, il Pd nazionale ha mandato un funzionario, Riccardo Tramontano, per effettuare controlli sulla regolarità delle operazioni nei 606 seggi sparsi nella regione e ai quali hanno lavorato ben 3.600 volontari.

Per ottenere la poltrona da presidente adesso Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno, dovrà vedersela con Stefano Caldoro, esponente del centrodestra che 5 anni fa si impose a sorpresa come presidente spezzando i 15 anni di dominio del centrosinistra sulla Campania.

Alle comunali del 2011, de Luca era stato rieletto con una percentuale record del 74% dei consensi, dopo l’interim da primo cittadino da maggio a luglio del 1993, da dicembre 1993 a maggio 2001, e da giugno 2006 a maggio 2011 col terzo mandato. Nel 2015 è stato sospeso dalla carica dalla prefettura di Salerno per effetto della legge Severino dopo una condanna in primo grado per abuso d’ufficio. Il Tar ha annullato l’atto alla fine di gennaio.