Il legale rappresentante della chiesa parrocchiale di Pramaggiore, a Venezia, è stato multato con 1.312 euro per l’eccessiva rumorosità delle campane. Ma sembra che le ‘scampanate’ siano le stesse di sempre e il Monsignor Gianotto ha già presentato ricorso

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Diciamocelo! Nessuno ama il continuo suono delle campane, soprattutto se a orari sconvenienti. Ma per quanto odiose alle sei del mattino dopo una settimana di lavoro e stress cerchiamo di rispettare per quanto possibile il richiamo alla fede. Ma non è quello che è successo a Venezia, dove il Monsignor Giuseppe Gianotto, legale rappresentante della chiesa parrocchiale di Pramaggiore, è stato condannato a pagare una multa di ben 1.312 euro impostagli dall’Arpav Veneto (Agenzia regionale protezione ambientale) per l’eccessiva rumorosità delle campane. Lo ha comunicato interdetto il parroco stesso durante la celebrazione della messa domenicale. A far scattare il controllo sui decibel, sollecitato anche dal Comune, e la conseguente sanzione, è stato un cittadino sofferente disturbato perennemente dalle scampanate, a detta sua, troppo eccessive. Monsignor Gianotto durante la messa ha espresso tutto il suo stupore per la contravvenzione ricevuta, in quanto le campane, come ha sottolineato più volte, sono le stesse da tantissimo tempo e non è stata eseguita alcuna modifica all’impianto di diffusione del suono. “Con tutta probabilità si tratta di un cittadino stabilitosi da poco in paese”, ha ipotizzato il parroco aggiungendo che, per arginare il problema e non incorrere in multe ancora più eccessive, ha deciso di limitare la durata del suono delle campane fissandolo per soli sessanta secondi rispetto allo scampanamento di più minuti che prevedeva la tradizione secolare. “Secondo gli esperti, in questo modo riusciamo a restare nei limiti consentiti dalla normativa sull’inquinamento acustico”, ha concluso.

Gianotto però vuole che la ragione sia dalla sua parte ed ha già affidato un ricorso ad un legale con l’aiuto volontario anche dei fedeli nel patrocinare la causa difensiva. “Le rilevazioni sono state effettuate tra sabato 25 e lunedì 27 ottobre scorsi, accertando uno sforamento dei limiti massimi consentiti, seppur di pochi decibel”, ha spiegato. Gianotto ha poi affermato che non voleva creare nessun caso nazionale rivelando ai tanti fedeli di questa multa, “ma nell’ottica della trasparenza non potevo tacere ai parrocchiani l’esborso di 1.032 euro per la contravvenzione e di altri 280 euro per diritti di notifica e altre voci che mi sono state imputate”. Così durante la messa domenicale ha fatto presente delle grosse spese da sostenere, chissà qualcuno volesse rendersi di maggiore aiuto. Nel frattempo il cittadino disturbato dal suono delle campane potrà dormire beato, sempre se il prete non si aggiudichi presto la vittoria del ricorso.