“Più si allunga la durata della vita, più tardi si va in pensione”. Così dal 2016 per avere l’assegno di vecchiaia si dovrà aspettare 4 mesi in più

Inps

La vita media si allunga e scattano gli adeguamenti previdenziali previsti da una norma del governo Berlusconi, velocizzati da quanto esposto dalla riforma Fornero. Così a partire dal 2016 ci sarà un meccanismo ci indicizzazione automatica all’aspettativa di vita e per andare in pensione saranno necessari 66 anni e un mese. Lo si legge in una circolare dell’Inps, in cui spiega che dal prossimo anno bisognerà aspettare 4 mesi in più per poter lasciare il proprio lavoro e godere della pensione. In particolare gli uomini, sia dipendenti privati sia del settore pubblico, potranno prendere l’assegno di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi (oltre a un minimo di 20 anni di contributi), mentre fino al termine del 2015 basteranno 66 anni e 3 mesi. Mentre per le lavoratrici del settore privato si sale a 65 anni e sette mesi, e per quelle autonome a 66 anni e un mese.

E ancora la circolare riporta che analogamente, il lavoratore potrà chiedere di rimanere in servizio per un tempo maggiore: 70 anni e 7 mesi. In più saliranno anche i requisiti di prepensionamento: “Dal 2016 il requisito salirà a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e a 41 anni e dieci mesi per le donne”.

Sostanzialmente il meccanismo previsto dalla suddetta legge, che serve per garantire la sostenibilità complessiva del sistema, è questo: “più si allunga la durata della vita, più tardi si va in pensione”.