cairns

Non c’è pace in Australia. Solo pochi giorni fa il drammatico sequestro in una cioccolateria di Sydney da parte di un estremista islamico, conclusosi con l’uccisione di due dei 30 ostaggi. Oggi invece il Paese piange la morte di sette fratelli e una cugina, che si trovava nella loro casa di Cairns, nel nord-est del Paese, per passare alcuni giorni di vacanza. Le giovani vittime sono state uccise tutte per mano della stessa donna, la madre. Tutte tra i 18 mesi e i 14 anni, sono state trovate dall’unico fratello rimasto in vita, di vent’anni. La donna, 37enne, è stata trovata nella sua abitazione con alcune ferite da taglio nel petto e al collo, ma cosciente. Adesso è ricoverata in ospedale ed è stata interrogata a lungo sull’accaduto dalla polizia. L’ispettore Bruno Asnicar ha parlato già coi 5 padri dei bambini e sta rassicurando il vicinato sulla sicurezza del luogo. Non ci sono infatti altri indagati sul pluriomicidio, la colpevole sarebbe, fuori ogni immaginazione, proprio la madre. Descritta come una donna tranquilla, e molto protettiva nei confronti dei figli, negli ultimi tempi ha dato segnali di grave depressione, che l’hanno portata al folle e disumano gesto. Oggi è prevista l’autopsia delle vittime, che con molta probabilità, sono morte a pugnalate. “È un crimine indicibile, che spezza il cuore. Questi sono giorni di dura prova per il nostro Paese, stasera ci saranno lacrime e preghiere per questi bambini”, ha detto il premier Tony Abbott.

Cairns è una città di 150.000 abitanti molto popolare tra i turisti perché considerata la porta della Grande Barriera Corallina. Il massacro è avvenuto nel sobborgo di Manoora, a dieci minuti dal centro della città. Si tratta di un quartiere difficile, con problemi di alcolismo, violenza, e dal profilo socioeconomico bassissimo, dove vari abitanti sono affidati ai servizi sociali. Folta è anche la comunità aborigena, i cui componenti hanno spesso legami parentali con i vicini.