Busta paga e retribuzioni: ecco le ultime novità del 2017

Busta paga e retribuzioni, quali sono le novità del 2017? Secondo quanto è emerso nelle ultime settimane, la prima vera grande novità del nuovo anno consiste nel fatto che i pagamenti verranno effettuati solo in banca o alle poste e dunque sarebbero stati banditi completamente i contanti. Ebbene si, il pagamento di una busta paga da quest’anno verrà effettuato solo tramite versamento in banca o alle Poste ed ancora sembra che la firma sulla busta paga non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento. Sono queste le prime grandi novità del nuovo anno, introdotte dal disegno di legge “Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori”, all’esame della commissione Lavoro della Camera. Dunque, secondo quanto stabilito da questo disegno di legge, i pagamenti ai lavoratori compresi gli anticipi, le retribuzioni ai lavoratori, verranno effettuati tramite banca o posta, a seconda della scelta effettuata dal lavoratore che dovrà indicare se preferire l’una o l’altra. Il disegno di legge in questione è stato firmato dalla de Titti Di Salvo e dalla relatrice Valentina Paris del Pd.

“È infatti noto che alcuni datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, corrispondono ai lavoratori una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare al lavoratore, molto spesso, una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare”, si legge nella relazione al testo. Il datore di lavoro, inoltre, al momento dell’assunzione di un lavoratore, ha necessariamente l’obbligo di comunicare al centro per l’impiego gli estremi o dell’ufficio postale o dell’istituto bancari; qualora i datori di lavoro non ottemperino agli obblighi introdotti dalla legge, ovvero non provvedano a comunicare al centro per l’impiego competente per territorio gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale che effettuerà il pagamento delle retribuzioni è soggetto al pagamento di una sanzione amministrazione pecuniaria di 500 euro.

Come abbiamo anticipato, è vietato il pagamento della retribuzione a mezzo di assegni o contante ed ancora il disegno di legge in questione, prevede anche che sia stipulata una convenzione tra Governo e Associazione bancaria italiana e la società Poste Italiane Spa che individua gli strumenti bancari e postali idonei per consentire ai datori di lavoro di eseguire il pagamento della retribuzione ai proprio lavoratori.

Il ddl esclude totalmente gli obblighi introdotti i datori di lavoro che non sono titolari di partita Iva, che non sono nemmeno titolari di un conto corrente; sono esclusi dalla proposta di legge, i rapporti di lavoro domestico e familiare, ed ancora i rapporti instaurati dai piccoli o piccolissimi condomini. Per maggiori informazioni o chiarimenti è possibile consultare lo StudioPaserio, studio consolidato negli anni nella consulenza del lavoro e nell’amministrazione del personale.