Le vittime, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, erano costrette a subire violenze sessuali dai figli del titolare della struttura. A testimoniare anche ex ospiti che ormai maggiorenni avevano deciso di abbandonare la casa famiglia

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Orrore nel Bresciano, a Berzo Demo, in Vallecamonica, dove in una casa famiglia si praticava una specie di “rito di iniziazione” a sfondo sessuale per le minorenni che volevano entrare nella struttura. Le testimonianze delle vittime, tra gli 11 e i 17 anni, hanno fatto partire le indagini e finire in guai seri i figli del titolare della casa famiglia, rispettivamente di 25 e 30 anni.
I fatti si sarebbero verificati tra il 2006 e il 2013, un lungo periodo in cui la comunità ha ospitato esclusivamente ragazze. Oggi invece nella struttura vivono sia maschi che femmine, tutti allontanati dalle famiglie d’origine per essere inseriti in progetti di recupero e riabilitazione sociale. Durante le indagini hanno parlato 8 delle vittime, che hanno accusato i due ragazzi di averle costrette a questa sorta di rito di iniziazione. Secondo quanto emerso le ragazzine venivano accompagnate in una cantina e costrette a subire atti sessuali contro la loro volontà.

Le vittime durante la loro permanenza parlavano tra loro delle violenze sessuali che dovevano subire, ma nessuna di loro aveva mai avuto il coraggio di denunciare i fatti. Qualcuna ha riferito tuttavia di averlo fatto, ma di non essere stata creduta. L’allarme è quindi partito quando finalmente una ragazzina ha scritto una lettera alla madre, che abita lontano da Brescia, dove le confidava di essere oggetto di abusi sessuali da parte dei figli del titolare della comunità. La donna si è quindi rivolta immediatamente alle forze dell’ordine facendo scattare le indagini. A dare credito alle parole delle giovani vittime sono state anche delle ex ospiti della casa famiglia, che una volta divenute maggiorenni hanno abbandonato la struttura e adesso si sono trovate nelle condizioni di poter raccontare la verità senza il timore di essere punite.

I due giovani sono finiti sotto processo con l’accusa di violenza sessuale, mentre per la struttura non è scattato nessun provvedimento. Alcune presunte vittime sembra che facciano ancora parte della comunità, ma con gli orchi sotto processo d’ora in avanti non correrebbero più alcun rischio.