Tullio Lanfranchi ha ucciso la moglie dopo l’ennesima lite in casa e ferito la figlia 18enne che si era messa in mezzo nel tentativo di difenderla. Arrestato dai carabinieri di Brescia, l’uomo usava ormai da tempo violenza sulla moglie e la figlia, che da qualche settimana vivevano in una casa protetta

tragedia a Niardo

Ennesimo episodio di violenza familiare conclusosi in tragedia. Questa volta è successo a Niardo, piccolo comune in provincia di Brescia, dove Tullio Lanfranchi ha ucciso a coltellate la moglie di 55 anni e ferito la figlia 18enne al culmine di un litigio in casa. L’assassino dopo aver compiuto il gesto avrebbe urlato ai vicini “Ho ammazzato mia moglie, chiamate il “118”. Il pm della Procura di Brescia, Carlo Pappalardo, ancora non ha interrogato Lanfranchi, che si trova attualmente in carcere a Brescia, ma sta acquisendo altri elementi necessari alle indagini.

Dalla prima ricostruzione è emerso che il delitto si è consumato alle 20:30 di venerdì in un’abitazione in via Nazionale a Nardo in Valle Camonica. La vittima, Gloria Trematerra, 55 anni, originaria di Napoli e insegnante di inglese al liceo di Breno da 23 anni, è stata colpita dal marito più volte con delle coltellate su tutto il corpo ed è morta prima che potesse essere disposta agli interventi di soccorso e alle prime cure. La figlia Alice invece, ferita nel tentativo di difendere la madre, non è in pericolo di vita ma è comunque in condizioni gravi dovute ad una coltellata. L’altro figlio della coppia, universitario a Torino, non era invece ancora rientrato a casa.

Da quanto riportato sembra che Gloria e la figlia Alice vivessero da poche settimane in una casa protetta dopo che la giovane aveva denunciato alcune violenze del padre. E proprio ieri erano ritornate a casa per mettere gli ultimi vestiti in valigia, fino a che l’uomo, che non accettava la scelta della moglie nell’avviare le pratiche per la separazione, ha compiuto l’estremo gesto dopo l’ennesima lite.

“Non aveva parlato della sua crisi coniugale. Forse se avesse dato segnali l’avremmo aiutata. La scuola era la sua famiglia”, ha detto Tiziana Pelamatti, vicepreside del liceo di Breno.