Il terrorista ha fato irruzione ieri pomeriggio nel commissariato di Zvornik uccidendo un poliziotto e ferendo altri due suoi colleghi, prima di rimanere ucciso a sua volta

attentato in commissariato

Lunedì pomeriggio uno sconosciuto ha fatto irruzione in un commissariato di Zvornik, nell’est della Bosnia-Erzegovina, al confine con la Serbia, aprendo il fuoco. Nella sparatoria è rimasto ucciso un poliziotto, mentre altre due persone sono state gravemente ferite.

Il ministro della sicurezza del Paese, Dragan Mektic, ieri sera ha parlato di “attentato terroristico”. Da quanto riferiscono i media, citando fonti della polizia, l’uomo sarebbe entrato nel commissariato urlando: “Allah è grande”. Lo stesso terrorista, identificato come il 60enne Nerdin Ibric, originario di Tuzla, è rimasto ucciso nell’attacco dopo aver freddato il poliziotto e ferito altri due suoi colleghi.

Dopo essere venuto a conoscenza dell’attacco il premier serbo Aleksandar Vucic ha condannato fermamente l’episodio parlando di “notizia terribile”. Uguale è stata la condanna di altre autorità locali, dal presidente della Rs Milorad Dodik al ministro dell’interno della Rs Dragan Likac e quello della sicurezza della Bosnia-Erzegovina Dragan Mektic, tutti hanno espresso profonda preoccupazione per un episodio che ha destabilizzato la Bosnia-Erzegovina, un Paese che si regge sul fragile equilibrio istituzionale uscito dagli accordi di Dayton che nel 1995 posero fine alla guerra.

I media hanno riferito che l’attentatore faceva parte della comunità wahabita, che professa l’islam radicale di origine saudita e che in Bosnia conta tra i 3 e i 4mila adepti. Sarebbero circa 150 gli estremisti che sono partiti dalla Bosnia-Erzegovina diretti in Siria e in Iraq per combattere accanto all’Isis.

Zvornik, prima della guerra di Jugoslavia (1992-1995) era una città a maggioranza musulmana, ma la regione è stata soggetta in quel periodo a una campagna di “serbizzazione” con espulsioni e uccisioni della popolazione di religione islamica. Oggi la Bosnia-Erzegovina è uno dei paesi che sostengono l’Iraq nella lotta contro lo Stato Islamico. Lo scorso marzo è stato deciso il suo invio di munizioni a Bagdad.