Berlusconi

“Voteremo contro le riforme”. Lo ha detto Berlusconi nel corso di una telefonata in collegamento con Bari per l’apertura della campagna elettorale del candidato di centrodestra per la presidenza alla regione Puglia, Francesco Schittulli. “Oggi si apre davanti a noi, con tutto il centrodestra finalmente di nuovo insieme, una nuova fase che partirà martedì quando voteremo contro le riforme e diremo no alla arroganza e prepotenza del Pd che è stato incapace di cambiare se stesso e il paese”, ha detto il leader di FI.

“Speravamo con Renzi di chiudere vent’anni di guerra strisciante. Abbiamo imparato a nostre spese che il partito viene prima del Paese, che i cambiamenti servivano solo a privilegiare una parte politica. Noi ci avevamo creduto. È stato giusto tentare. Ma ora a testa alta possiamo dire che non siamo stati noi a tradire, non abbiamo tradito noi quel cammino che poteva cambiare il Paese”, ha aggiunto l’ex premier sottolineando poi che a capo del governo oggi c’è un segretario di partito mai eletto dagli italiani, e che “ha promesso tanto e realizzato poco”.

Ma per Berlusconi la coalizione di FI può guidare di nuovo il Paese, perché “rispetto a quando eravamo noi al governo il Paese sta peggio sul piano economico e democratico, debito pubblico e spesa pubblica sono aumentati”. “In queste regionali possiamo vincere dove è possibile, e presto potremmo tornare a governare il nostro Paese. L’Italia, rispetto a quando governavamo noi, cioè dal novembre 2011, con le dimissioni imposte del nostro governo, sta peggio dal punto economico e di equilibrio delle nostre istituzioni dove ci sono tutti personaggi di sinistra”, ha aggiunto il Cavaliere. Inoltre ha ricordato che oggi le tasse sulla casa e sugli immobili sono triplicate, la disoccupazione è ai massimi storici, e il debito pubblico è aumentato come anche la spesa pubblica. E ancora “l’immigrazione clandestina quando eravamo noi al governo non esisteva più ormai”. Poi ha concluso il collegamento precisando che nel centrodestra ci sono sensibilità diverse ma che comunque hanno un unico obiettivo comune, e cioè sconfiggere la sinistra.