La Vergine giurata è l’unico film italiano in concorso per la 65° edizione del Festival di Berlino, e uno dei favoriti per l’Orso D’Oro al Miglior Film. A Berlino standing ovation per l’opera prima di Laura Bispurni, e per la straordinaria interpretazione di Alba Rohrwacher

la vergine giurata

La “Vergine giurata” è l’unico film italiano in gara alla 65° edizione del Festival di Berlino. Si tratta dell’opera prima di Laura Bispurni, che è stata accolta dal pubblico tedesco con un fiume di interminabili applausi. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Elvira Dones e propone importanti riflessioni sulla tematica della repressione sessuale, dell’identità negata e della libertà femminile.

La protagonista, interpretata egregiamente da Alba Rohrwacher, è Hana, una ragazza albanese che sceglie di rinunciare al sesso e alla sua femminilità per acquisire le libertà riservate solo agli uomini. Hana viene accolta, nel Nord dell’Albania, dal montanaro Gjergi in casa sua, dove vive con la moglie e la figlia Lilia. La loro cultura arcaica però reprime il mondo femminile. Da qui la decisione, o costrizione, di Hana di giurare verginità eterna. Assume così un’identità maschile diventando Marc. Solo qualche anno dopo si trasferirà in Italia e proprio grazie a Lilia riuscirà a far venir fuori la sua identità nascosta, la nuova e vera Hana. “Hana è una creatura a metà che per avere la sua libertà e anche per una certa ingenuità, sceglie di farsi vergine giurata”, ha precisato la Rohrwacher.

Queste donna-uomo (le burnesha) purtroppo esistono ancora in Albania, in un villaggio piccolissimo di sole 280 anime, molto distante da Tirana, e situato in quelle che sono definite le “Montagne Maledette”. La regista Bispurni ne ha conosciute alcune per poter descrivere al meglio questa triste realtà nella sua pellicola: “Una di loro mi ha detto che per loro l’amore è la morte. Sono uomini trattate come uomini, fedeli alla loro decisione”. Per la loro legge solo gli uomini sono liberi e alle donne non resta che l’obbedienza. Ma se anche la donna vuole avere le stesse libertà e gli stessi diritti dell’uomo allora, sotto giuramento, deve assumere un’identità maschile, cambiare nome, agire e persino pensare come un uomo. Pena l’uccisione.

Laura Bispurni punta così all’Orso d’Oro, e vista la calorosa accoglienza a Berlino, con tanto di standing ovation, non sorprende il fatto che possa essere tra i favoriti per la finalissima. L’edizione 2015 della Berlinale si concluderà domani, 15 febbraio, dopo la proiezione di tutte le pellicole. Le categorie previste sono nove: Concorso, Panorama, Forum, Berlinale Shorts, Generation, Perspektive Kino, Berlinale Special, Retrospective e Homage, per un totale di 400 opere tra lungo e cortometraggi.

I premi assegnati saranno: Miglior Film, l’Orso d’Argento per Gran Premio della Giuria, il Premio Alfred Bauer per il film che apre nuove prospettive, il premio al miglior regista, al miglior attore, alla miglior attrice, alla miglior sceneggiatura e quello per il Miglior Contributo Artistico.

L’Orso d’Oro alla carriere è invece già stato assegnato al cineasta tedesco Win Wenders, che ha portato alla Berlinale fuori concorso il suo “Every Thing Will Be Fine”, un dramma fiabesco in 3D sul senso di colpa e il perdono, che vede protagonisti James Franco, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams. La Berlinale Camera 2015 è invece di Marcel Ophüls.