Tra gli arresti anche alcune donne che gestivano la contabilità del clan. Le accuse sono spaccio di droga e giro di estorsioni alle imprese edili. Inoltre gli uomini del clan mafioso chiedevano 100 euro mensili per ogni slot machine attiva in ogni comune della provincia barese. Sequestrati società e beni per un valore di 10 milioni di euro

carabinieri

Oltre 60 gli arresti eseguiti questa mattina a Bari in un’operazione contro il potente clan mafioso dei ‘Di Cosola’, che ha portato al sequestro di conti correnti, società e beni immobili per un valore di 10 milioni di euro. Gli uomini del clan sono accusati di imporre agli imprenditori la scelta del cemento commercializzato da un’azienda barese, e di chiedere per ogni slot machine 100 euro. Arrestate anche alcune donne che gestivano la contabilità del clan. Documentate le attività di spaccio di droga e il giro di estorsioni alle imprese edili.

Si tratta di un ‘colpo mortale’ da parte dei carabinieri del Reparto Operativo di Bari all’impero del clan mafioso: ricostruiti anni di egemonia e di dominio in settori vitali dell’economia, primo fra tutti il settore edile locale, dove per la prima volta, viene registrata l’imposizione mafiosa dell’acquisto di cemento di bassa qualità, fornito da una ditta alle porte di Bari, adesso sottoposta a sequestro e il cui titolare risulta tra gli arrestati per associazione mafiosa.

Il provvedimento cautelare è firmato dal gip del Tribunale di Bari, che ha accolto le richieste della Dda. Sotto il controllo del clan era finito anche il redditizio mercato delle slot machine e dei videopoker che gli fruttavano 100 euro mensili, imposti su ogni macchinetta, e che, moltiplicati per i numerosi locali taglieggiati, ammontavano a migliaia di euro al mese per ogni comune della provincia barese nel quale il clan imperava.

Colpito anche il tesoro della holding mafiosa con il sequestro di beni per milioni di euro, tra cui 23 immobili, 19 terreni, 80 conti correnti, due cassette di sicurezza, 15 autoveicoli e quattro società. Inoltre era ormai consolidato il controllo del mercato della droga da parte della parallela associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Gli episodi di spaccio che sono stati documentati nel corso dell’indagine risultano essere ben 250.