“Noi non opprimiamo lo straniero, anche noi lo siamo stati un tempo. Non cacciamo chi lavora sodo per assicurare un futuro migliore alla propria famiglia”. Queste le parole di Obama di ieri sera prima di annunciare la nuova riforma contestata dai repubblicani.

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Ieri sera Barack Obama ha tenuto un discorso alle ore 20:00 dalla Casa Bianca per spiegare come intende cambiare le regole dell’immigrazione per decreto, concedendo a chi adesso vive illegalmente il permesso di soggiornare e lavorare negli Usa. Lo stesso varrà per chi ha figli nati in America e chi vive nel Paese da almeno 5 anni senza aver avuto problemi con la legge. “Noi non cacciamo le persone che vengono nel nostro paese per lavorare duro e assicurare un futuro migliore ai loro figli. Non opprimeremo lo straniero, perché conosciamo il suo cuore. Anche noi un tempo siamo stati stranieri”, ha detto il presidente facendo appello ai sentimenti e ai valori più alti degli americani. I 12 milioni di immigrati illegali che vivono negli Usa, tra cui la maggior parte venuti a lavorare e che hanno creato una famiglia, non verranno quindi deportati e divisi dai loro affetti solo per non essere in possesso di documenti in regola.

Inoltre Obama replica ai Repubblicani, che lo accusano di abuso di potere lanciando una sfida: “Le misure che sto prendendo non solo sono legali, ma sono le singole azioni che ogni singolo presidente repubblicano e ogni singolo presidente democratico hanno preso nell’ultimo mezzo secolo. E per i membri del Congresso che mettono in dubbio la mia autorità di rendere il nostro sistema dell’immigrazione migliore ho una risposta. Varate voi una legge”. Sfida aperta quindi tra democratici e repubblicani che durerà fino alle presidenziali del 2016, quando si decideranno le sorti degli Stati Uniti. Ma il problema dell’immigrazione sembra essere per Obama la giusta via per portare avanti con successo la sua campagna elettorale. La sua nuova riforma permetterà la legalizzazione di tutti gli immigrati perbene, ma dall’altra parte non sottovaluterà il problema dei criminali che mettono a rischio la sicurezza nazionale, cercando in tutti i modi di identificarli ed espellerli. Aumenterà per questo motivo anche il numero degli agenti che controllano le frontiere, nonostante già negli ultimi tempi gli ingressi illegali siano scesi al livello più basso dagli anni Settanta.