Il 21enne musulmano ha ammesso di aver pianificato l’attentato alla maratona di Boston del 2013 dove hanno perso la vita tre persone e ne rimasero ferite 264. Adesso rischia il carcere a vita o la pena di morte

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Dzhokhar Tsarnaev è stato ritenuto colpevole dalla giuria americana per l’attentato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013, dove persero la vita tre persone e ne rimasero ferite 264 sulla linea del traguardo della gara. Contro il 21enne musulmano di origine cecena 30 capi di accusa, 17 dei quali punibili con la pena di morte, come l’uso di armi di distruzione di massa. In seguito all’esplosione di due pentole a pressione piene di chiodi, molti dei feriti hanno perso uno o più arti. Dzhokhar ha ammesso di essere stato il pianificatore dell’atto terroristico insieme al fratello Tamerlan, da cui ha dichiarato tuttavia di essere stato plagiato. Quattro giorni dopo dell’attentato alla maratona i due fratelli furono individuati a Watertown, dopo una drammatica caccia all’uomo nei campus di Cambridge, e mentre Tamerlan rimase ucciso durante un conflitto a fuoco con la polizia, Dzhokhar venne catturato in una barca parcheggiata dietro la casa dove si nascondeva, dopo essere stato scoperto da un residente che ha allertato la polizia.

La stessa giuria che ha raggiunto il verdetto dovrà adesso, in una seconda fase del processo, decidere se l’attentatore dovrà passare tutto il resto della sua vita in un carcere di massima sicurezza, o se invece sarà condannato a morte. Il musulmano è rimasto impassibile per 25 minuti, mentre il giudice leggeva il verdetto a cui era arrivata la giuria composta da 7 donne e 5 uomini dopo undici ore di camera di consiglio.