Nuovi attacchi dell’Isis in Libia e in Iraq. Attaccata l’ambasciata della Corea del Sud in Libia, dove sono morte due persone, e la più grande raffineria dell’Iraq, a nord di Baghdad. Tre risultano i kamikaze, di cui uno è stato neutralizzato in tempo

kamikaze in raffinerie Iraq

Continua l’offensiva dell’Isis. Questa volta sotto il mirino dei militanti estremisti dello Stato islamico è l’ambasciata della Corea del Sud in Libia. Il bilancio è di due morti e un ferito. A riferirlo il ministero degli Esteri di Seul, che ha precisato che l’attacco è stato sferrato da alcuni militanti a bordo di un’auto che hanno aperto il fuoco all’ingresso della sede diplomatica. Un funzionario ha aggiunto che non sono state segnalate vittime sudcoreane. L’agenzia Yonhap ha invece sottolineato che la Libia, insieme a Iraq, Yemen, Somalia, Siria e Afghanistan, è tra le nazioni su cui la Corea del Sud ha imposto un divieto di viaggio. Per recarsi in questi Paesi è necessario infatti un permesso speciale del governo.

I militanti jihadisti hanno anche lanciato una serie di attacchi suicidi contro la più grande raffineria dell’Iraq, la Baiji, a nord di Baghdad. Sui social network sono apparse però delle immagini che mostrano numerosi jihadisti armati all’interno della struttura, e un video dove si parla di una vittoria, e dove l’Isis sostiene che i miliziani “hanno preso il controllo del 50% dell’impianto”. Ma ancora non risulta chiaro quando siano state scattate le foto. Quel che è stato accertato è invece che i kamikaze sono stati tre, e che uno di loro è stato neutralizzato in tempo e prima che si facesse saltare in aria. Fonti locali parlano del “più violento attacco da mesi”, e rassicurano che adesso l’esercito iracheno ha comunque già ripreso il pieno controllo dell’impianto.