mal di testa

Arriva la bella stagione, e con lei anche l’incubo del mal di testa. L’emicrania infatti, che colpisce tantissimi italiani, aumenta proprio in questi periodi. Più frequenti soprattutto gli attacchi di cefalea su bambini e adolescenti, tra marzo e giugno, e all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si registra un incremento delle visite del 15% rispetto ai mesi scorsi. “Questo accade perche’ gli emicranici sono molto sensibili a qualsiasi tipo di cambiamento: sbalzi termici importanti e repentini nell’arco della stessa giornata o da un giorno all’altro, l’alternanza sole-pioggia tipica di questo periodo dell’anno, ma anche modificazioni del ritmo sonno-veglia risultano particolarmente svantaggiosi per chi combatte con questo disturbo”, ha detto Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Cefalee del Bambino Gesù. Quindi consiglia: “Per correre ai ripari e difendersi dal dolore, è importante mantenere ritmi di veglia/sonno il più possibile costanti, non esagerare con cibo e alcol e non trascorrere troppo tempo davanti al computer”. Valeriani sottolinea che in caso di cefalee ricorrenti la prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra di famiglia per capire se il mal di testa sia espressione di emicrania, o sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di patologie cerebrali potenzialmente serie. Il secondo passo è invece contattare un Centro specializzato.

L’emicrania colpisce in Italia circa 10 bambini su 100, e il suo sintomo più conosciuto, la cefalea o mal di testa, tipico anche di influenza e faringiti, ha un’incidenza più alta in età pediatrica (ne soffre oltre il 40% dei bambini). La percentuale raddoppia invece nell’adolescenza, arrivando fino all’80% dei ragazzi, che sono colpiti da emicranie soprattutto in vista delle prove scolastiche di fine anno, quando il loro impegno è sottoposto a maggiore stress.