Marco Di Muro è stato arrestato con l’accusa di omicidio e omissione di soccorso. La notte di Halloween di due anni fa strattonò la fidanzata facendola cadere e affogare nel lago

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Dopo due anni dalla triste scomparsa di Federica Mangiapelo, trovata morta sulle rive del lago di Bracciano nella notte di Halloween, si è arrivati ad una svolta delle indagine. Il suo assassino è Marco Di Mauro, 23 anni, all’epoca suo fidanzato. Ieri il ragazzo è stato prelevato dalla sua abitazione di Roma dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia e della compagnia Cassia e gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Federica quella sera del 2012 era uscita col fidanzato e non aveva fatto più ritorno a casa. Dopo il ritrovamento, e per un anno e mezzo, si pensò che l’evento fosse stato causato da una malattia congenita. Ma adesso i fatti sono più chiari. Marco dopo un litigio l’avrebbe strattonata, e fatta cadere e annegare nelle acque del lago. A inchiodarlo sono state le diatomee, alghe di acqua dolce trovate in grandi quantità nel corpo di Federica e nei pantaloni indossati dal fidanzato. Quindi Di Muro si trovava senza dubbio sul luogo del delitto, e adesso è accusato di omicidio e omissione di soccorso. L’inchiesta era quasi a un passo dall’archiviazione chiesta dalla procura con la convinzione che Federica fosse morta per una miocardite, ma grazie al legale della famiglia, Andrea Rossi, si andò avanti con le indagini. Lo scorso gennaio si passò all’ipotesi, poi confermata, che la 16enne fosse stata affogata. Marco ha sempre negato di aver ucciso la fidanzata, sostenendo di averla lasciata in mezzo alla strada dopo il litigio. Ma oltre alle diatomee, ad incastrarlo sono state le bugie raccontate fin dal ritrovamento del cadavere. Per occultare la prova della sua presenza al lago chiese infatti alla madre di lavare gli indumenti utilizzati quella sera, e poi fece sparire anche le scarpe. La famiglia di Federica è soddisfatta dalla sentenza, e ha sempre creduto che la verità sarebbe venuta a galla. “Abbiamo sempre confidato nella giustizia, dal buio iniziale ora iniziamo a vedere più chiaramente ciò che è accaduto quella notte. Non ci siamo mai arresi e abbiamo confidato nella verità”, ha detto l’avvocato Francesco Pizzorno, legale di Luigi Mangiapelo.