Da 3 a 6 anni di reclusione per chi si arruolerà. Angelino Alfano: “Prima era reato solo il reclutare, da stasera invece è reato andare a combattere all’estero. Non sarà reato invece combattere contro l’Isis”

Chigi - Consiglio Ministri art 41 economia

“Prima era reato solo il reclutare, da stasera invece è reato andare a combattere all’estero”. È il decreto antiterrorismo approvato dai ministri del Consiglio e annunciato da Angelino Alfano in conferenza stampa al termine del Cdm: “Il decreto legge approvato oggi ha stabilito una serie di nuove regole molto dure e serie di contrasto al terrorismo internazionale di matrice religiosa”. “Le misure sono in linea con il quadro delle normative internazionale”, ha poi voluto sottolineare il ministro dell’Interno aggiungendo anche che verrà stilata una black list dei siti che inneggiano al terrorismo e ci sarà il potere di oscuramento dei siti. Con questo decreto il governo si pone l’obiettivo di arginare l’escalation terroristica jihadista, mirando a colpire i pilastri su cui l’Isis ha costruito il suo dominio, e soprattutto quello di “rendere l’Italia un posto sicuro nel quale vivere sereni”.

“Con il decreto abbiamo affermato il principio che si può seguire nei confronti dei sospettati di terrorismo lo stesso sistema di regole che si usano per i sospettati per mafia. Sono stati inoltre rafforzati i poteri di espulsione dei prefetti nei confronti di stranieri sospetti e quelli per il ritiro del passaporto e di documenti validi per espatrio”, ha aggiunto Alfano.

La pena per chi si arruolerà con i combattenti estremisti dello Stato islamico sarà dai tre ai sei anni di reclusione. Da tre a sei anni anche per chi supporta i foreign fighters e da cinque a dieci anni per i cosiddetti ‘lupi solitari’ che si autoaddestrano all’uso di armi ed esplosivi. In più ci sarà un aggravante di pena per chi lo fa via web. “Non verrà punito chi andrà a combattere contro l’Isis”, ha precisato il ministro.

Nel decreto di legge antiterrorismo approvato oggi sono previste anche norme che riguardano la possibilità per il personale dei servizi di poter deporre nei processi mantenendo segreta l’identità personale. E sarà loro consentito, con autorizzazione dell’autorità giudiziaria, di effettuare fino a gennaio 2016 colloqui con soggetti detenuti o internati.

Infine Alfano ha spiegato che è stato anche rafforzato il programma con l’aumento del personale militare impiegato: “Da 3000 militari siamo passati a 4800, che noi oggi abbiamo deliberato che saranno in campo per il presidio delle nostre città e dei siti sensibili”.