Un recente studio spiega che chi vive nei paesi del nord rischia maggiormente di contrarre l’Alzheimer, mentre chi si espone di più ai raggi solari conserva le proprie abilità cognitive e il cervello in perfetta salute

esporsi al sole

Un recente studio condotto da un team di ricercatori scozzesi dell’Università di Edinburgo ha rivelato che vivere al nord della Terra potrebbe esporre a un rischio maggiore di demenza. La colpa sarebbe proprio della scarsa esposizione alla luce solare. Di conseguenza le popolazioni del nord, che godono di un numero inferiore di ore solari, sono maggiormente esposte alle malattie correlate a un deficit di vitamina D, rispetto a chi abita nelle regioni meridionali della Terra. La vitamina D viene prodotta dall’organismo proprio quando ci esponiamo ai raggi solari, e un suo basso livello potrebbe associarsi, come dimostrato, a diversi tipi di disturbi, come la depressione o il morbo di Alzheimer. Lo studio ha analizzato la storia medica di un campione di gemelli svedesi facendo riferimento alla loro residenza geografica ed escludendo altri fattori di rischio che potevano essere legati al genere o all’età. I dati hanno rivelato che chi si era stabilito nel Nord del Paese aveva un rischio da due a tre volte maggiore di sviluppare la demenza. La stessa analisi è stata condotta su un campioni di scozzesi della classe 1921. Quelli residenti a Grampian, vicino ad Aberdeen, avevano maggiore possibilità di ammalarsi rispetto a chi invece viveva al confine con l’Inghilterra. Normalmente la demenza si sviluppa col sopraggiungere della mezza età, dopo i 50 anni, e secondo i ricercatori, la spiegazione è riconducibile quasi con certezza alla mancanza di vitamina D, elemento fondamentale per mantenere il cervello in perfetta salute e conservare le abilità cognitive.

I ricercatori spiegano come sia importante lo studio di identificazione dei fattori di rischio di questa malattia che è in continuo aumento, in modo da poter ridurre il numero dei casi. Solamente nel Regno Unito infatti le persone che soffrono di questa malattia sono circa 850 mila, e secondo le stime la cifra entro il 2025 potrebbe raggiungere la quota di 1 milioni di malati. Intervenire sui fattori di rischio facilmente modificabili, come appunto l’esposizione alla luce del sole, permetterebbe di salvare milioni di persone dalla demenza.

Il più grande merito della ricerca consiste nell’aver individuato un ulteriore legame tra il Morbo d’Alzheimer e la sfera dei fattori ambientali e aver sottolineato che la patologia che insorge in età avanzata non è solo riconducibile alla semplice componente genetica, come invece si pensava fino a poco tempo fa. Quindi un buon modo per salvaguardarsi e salvaguardare le proprie facoltà mentali sarebbe spostarsi nei paesi del sud ed esporsi il più possibile al sole.

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