Dopo le varie richieste al comune di Milano, Alfano invia una circolare a tutti i prefetti richiedendo gli annullamenti di tutte le registrazioni di coppie gay sposate all’estero fatte fino ad ora.

Chigi - consiglio ministri

Alfano, stop alle registrazioni di unioni tra gay

Molte sono le richieste di varie coppie omosessuali già sposate all’estero di poter registrare la propria unione al comune di appartenenza. Dopo le prime trascrizioni fatte a Bologna e in seguito a Grosseto con non poche critiche, adesso è il turno di Milano. Il Consiglio Comunale chiede al sindaco Giuliano Pisapia di accontentare i cittadini e poter iscrivere la loro unione con la modifica della dicitura in “coniuge e coniuge” anziché di “marito e moglie”, come è successo anche nelle altre due province. Contrarissimo Angelino Alfano, che appena saputo, firma una circolare che invierà a breve a tutti i prefetti del Paese: “Chiederò in questa circolare di cancellare le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso fatti all’estero. Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane”, annuncia il ministro dell’Interno.
Immediate le reazioni del portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo: “Alfano vuole derubricare i diritti civili a questione di ordine pubblico”. Sulla sua stessa linea anche le senatrici del Pd Monica Cirinnà e Valeria Fedeli. Vogliono più diritti per le coppie gay, secondo un recente sondaggio, otto italiani e sei elettori di centrodestra su 10, mentre solo 2 su 10 sarebbero quelli contrari a queste unioni civili. Decisamente numeri da non sottovalutare che vorrebbero un avvicinarsi dell’Italia alle idee degli altri Paesi Europei, attualmente 16, favorevoli all’unione tra gay.