Protagonista assoluto della follia di modificare manualmente il pilota automatico da 38 mila piedi a 100 piedi è stato il co-pilota Andreas Lubitz che, probabilmente afflitto da depressione, ha deciso di farla finita portando con sé tutti i passeggeri a bordo

Andreas Lubitz

Ancora una conferma che riconduce all’intervento umano nello schianto dell’Airbus A320 della Germanwings nelle Alpi francesi, che ha provocato la morte di 150 persone. Il sistema di pilota automatico è stato infatti riprogrammato in cabina di pilotaggio per modificare l’altitudine dell’aereo da 38.000 (11.582 metri) a 100 piedi (30 metri). A riferirlo è il sito web Flightradar24, che si occupa del monitoraggio di tutti i voli civili in navigazione. Sul forum del sito si legge che “i dati del transponder mostrano che tra le 10.30:52 e le 10.30:55 l’autopilota è stato modificato manualmente da 38.000 piedi a 96 piedi. Nove secondi dopo l’aereo ha iniziato a scendere, probabilmente con l’impostazione ‘discesa aperta’ dell’autopilota”.

A modificare i parametri della quota di volo, e non quelli della rotta per non far scattare gli allarmi in caso di comportamento anomalo, è stato il co-pilota Andreas Lubitz, che da quanto emerso avrebbe sofferto in passato di depressione e avrebbe deciso di farla finita portando con sé tutti i passeggeri a bordo. Andreas, tedesco originario di Montabaur, aveva 28 anni, e aveva iniziato a volare con la Lufthansa dal settembre 2013 con alle spalle 630 ore di volo.

Terribile il racconto della tragedia emerso dalla prima scatola nera dell’Airbus, dove si constata che il co-pilota e il comandante Patrick Sonderheimer inizialmente stavano chiacchierando. Dopo il comandante è uscito dalla cabina ritrovando al suo ritorno la porta sbarrata. Inutili sono stati i suoi tentativi di aprirla mentre si faceva sempre più alta invece la consapevolezza che da un momento all’altro sarebbe avvenuto il drammatico schianto che ha sconvolto tutto il mondo.