È stato fermato un terzo uomo, complice di Martina Levato e Alexander Boettcher nell’aggressione con l’acido muriatico ai danni del 22enne milanese Pietro Barbini. Avrebbe attirato la vittima sul posto con la scusa di un pacco da ritirare

martina e Alexander

C’ è un terzo fermo inerente alla vicenda per l’aggressione con l’acido ai danni del 22enne Pietro Barbini. La studentessa bocconiana Martina Levato e il broker immobiliare Alexander Boettcher erano già stati arrestati il 28 dicembre scorso con l’accusa di aver aggredito il giovane Barbini a Milano con dell’acido muriatico. Stanotte la polizia ha fermato un loro presunto complice. Si tratta di Andrea Magnani, probabile amico della coppia, accusato di concorso in lesioni volontarie. Secondo gli investigatori sarebbe stato il terzo uomo implicato nella vicenda, autore delle telefonate alla vittima, per tentare di attirarlo nella trappola con la scusa di un pacco da ritirare. Nel dettaglio, a detta del pm Marcello Musso, ‘Magnani ha preso parte al comune progetto criminoso e ha fornito aiuto alla coppia’. “Si è recato in un internet point (in via Meda) per effettuare tre telefonate nei giorni 26, 27 e 28 dicembre all’utenza fornitagli da Boettcher insieme al nome della persona da chiamare, appunto Pietro Barbini, con le richieste da formulare al Barbini stesso”, ha continuato il pm Musso. Infine sempre Magnani avrebbe telefonato per l’ultima volta alla vittima il pomeriggio del 28 dicembre, per avvertirlo che non doveva recarsi più in via Filippo Carcano, come stabilito precedentemente, ma in via Giulio Carcano al civico 14, dove è stato poi aggredito dalla coppia.

Magnani, che ha anche accompagnato Martina Levato sul luogo dell’aggressione, è stato fermato la notte scorsa dopo un lungo interrogatorio portato avanti dal pm Alberto Nobili e dal dirigente della Polizia Maria Josè Falcicchia. Potrà cercare di difendersi mercoledì mattina, quando dovrà comparire davanti al Gip Giuseppe Gennari per l’interrogatorio di garanzia. Il milanese Magnani risulterebbe essere l’uomo con indosso un giubbotto giallo, immortalato nel video depositato dalla difesa di Alexander Boettcher. Al momento nessuna confessione da parte sua, ma da quanto si apprende, gli inquirenti ipotizzano nei suoi confronti sia il pericolo di fuga sia l’inquinamento probatorio.