Lo sceneggiatore e vincitore dell’Oscar per “The Social Network”, Aaron Sorkin, ha parlato del suo biopic su Steve Jobs: “Un genio a metà tra arte e tecnologia, così convinto di sé da convincere tutti gli altri”

Aaron Sorkin racconta il suo "Steve Jobs": "Era in grado di creare emozioni con gli oggetti"

Il prossimo 21 gennaio approda al cinema il secondo film sul compianto “Steve Jobs”. Un biopic sceneggiato da Aaron Sorkin, già vincitore dell’Oscar per “The Social Network” e di un Golden Globe appena arrivato proprio per la sceneggiatura di “Steve Jobs”. Sorkin ha esordito raccontando quando il “Time” gli ha chiesto di scrivere qualcosa sul fondatore di Apple dopo la sua morte: “Non volevo essere scortese, ma nonostante sapessi che era stato un uomo d’affari molto potente in grado di creare un’azienda di successo planetario, ho risposto che non avevo nessun coinvolgimento emotivo nei suoi confronti: se me l’avessero chiesto per John Lennon avrei accettato, ma in questo caso ho rifiutato. Poi però quando ho visto come la gente in ogni parte del mondo lo piangeva e lo idolatrava, ho avuto una sorta di illuminazione. Solo poche settimane dopo ho accettato l’incarico di scrivere un film su di lui, basato sulla biografia scritta da Walter Isaacson”. Stiamo parlando di “un genio a metà tra arte e tecnologia. Tanto convinto di sé da convincere tutti gli altri. Incapace di amare la figlia, ma in grado di creare emozioni con gli oggetti”.

Aaron Sorkin racconto il suo “Steve Jobs”
Riguardo al suo “Steve Jobs”, ha detto che “Fin dall’inizio ero certo di non voler scrivere un biopic tradizionale, in cui si toccano i momenti chiave di una vita intera, che vanno dalla nascita alla morte”, “amo particolarmente le storie che si svolgono dietro le quinte, i racconti in tempo reale e gli spazi claustrofobici, elementi più volte utilizzati per i miei testi teatrali. Quindi ho deciso di dividere il racconto in tre atti, ambientati nei minuti precedenti il lancio di tre prodotti, cercando di drammatizzare alcuni conflitti della sua vita e cristallizzare alcuni momenti chiave: il rifiuto della paternità di sua figlia Lisa, l’allontanamento da Apple e il successivo ritorno nella compagnia che contribuì a fondare”.